Olio di Palma – Perché No? L’Impegno Italiano per la Certificazione di Sostenibilità!

29 Ottobre 2021 Off Di Redazione online
Immagine da https://www.oliodipalmasostenibile.it/

Torniamo indietro ai primi giorni di ottobre, perché rivedendo alcune comunicazioni, via mail, abbiamo ritenuto interessante questa segnalazione, che ci consente di riparlare dell’Olio di Palma, tanto severamente criticato e bollato come nocivo e da molte aziende abiurato in etichetta…”Questo prodotto è realizzato senza olio di palma” In verità, la produzione dell’olio di palma,è al centro di forti critiche, per i disboscamenti, che ha comportato e ancora comporta in tutto il mondo.Non è quindi una problematica, riferita all’alimentazione. Ora,si sta cercando di frenare la diffusione di questa campagna mondiale contro l’olio di palma, promuovendo l’obiettivo della deforestazione zero e della certificazione di filiera ed è questo un impegno anche del nostro Ministero della Transizione Ecologica. Un progetto promosso dall’Unione Italiana per l’Olio di Palma, che è stato presentato nel contesto del Festival della Sostenibilità di ASVIS e inserito nel programma All4Climate – Italy 2021,in vista dell’imminente COP26, dedicato alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Immagine da https://palmoilalliance.eu/

In quell’occasione, sono stati pubblicati i risultati di una ricerca
LCA,condotta dalla Fondazione CMCC sugli impatti ambientali della filiera dell’olio di palma: questa ricerca dimostrerebbe che le emissioni generate per la produzione dell’olio di palma sostenibile sono inferiori sia a quelle dell’olio di palma convenzionale (quello del massicci disboscamenti) che a quelle di altri oli vegetali, come soia, colza o girasole. La dott.ssa Maria Vincenza Chiriacò, ricercatrice del CMCC ha dichiarato che “Il grande vantaggio dell’olio di palma è la sua elevata resa, per cui a parità di input e superficie utilizzata, le emissioni per unità di prodotto sono minori rispetto agli oli alternativi. Inoltre,per la produzione dell’olio di palma sostenibile, la deforestazione, evitata grazie alla certificazione di sostenibilità comporta un notevole vantaggio in termini di riduzione delle emissioni,ma è altrettanto importante che anche gli altri oli sostitutivi provengano da coltivazioni certificate che non hanno causato deforestazione, altrimenti spostare i consumi dall’ olio di palma verso altri oli non certificati potrebbe voler dire addirittura amplificare le emissioni”
In questo passaggio, cogliamo quanto sia complesso, nonostante le buone intenzioni,il cambio di rotta, verso l’accettazione dell’Olio di Palma.

Il frutto dal quale estrarre l’Olio di Palma

Sono diversi gli strumenti,a disposizione per migliorare la gestione delle coltivazioni in chiave responsabile. Uno di questi è il PalmGHG Calculator, strumento che consente di stimare e monitorare le emissioni nette di gas serra e infine ridurre il loro impatto ambientale”
Francesca Morgante, Market Development Manager Europa RSPO spiega che “Attraverso l’implementazione dei Principi e Criteri RSPO del 2018, i coltivatori soci di RSPO hanno identificato e preservato aree forestali ad alto valore di conservazione, rendendo possibile il risparmio, dal 2019 ad oggi di 191,254 t di emissioni di CO 2, equivalenti a 41,594 veicoli passeggeri guidati per un anno*”

*Il dato è relativo alle emissioni sequestrate ed evitate dalle aree High Conservation Value e High Carbon Stock dal 2019 al 2021 individuate in base ai principi RSPO.

La deforestazione nel mondo è in calo,per il quarto anno consecutivo, nei paesi produttori di olio di palma, ma il consumatore è ancora sotto l’effetto di tanti messaggi “contro” che trova sulle etichette di molti prodotti.

L’evento del 13 ottobre 2021 sul contributo alla sostenibilità della palma – prospettive del mondo accademico e dei professionisti

Viene definita “interessante e in un certo senso provocatoria” la testimonianza della Presidente degli Amici della Terra Onlus,Monica Tommasi, che già da alcuni anni approfondisce il tema dell’olio di palma in seguito alla campagna denigratoria verso questo prodotto e afferma che lo slogan “senza olio di palma” non attesta la sostenibilità del prodotto e altre aziende che invece lo utilizzano muniti di certificazione di sostenibilità,non hanno ancora il coraggio di inserire il marchio di certificazione e questo a discapito della consapevolezza del consumatore.
Chi si sta impegnando per la rivalutazione dell’Olio di Palma, in base a quanto riferito, auspica che le autorità di controllo e quelle scientifiche si attivino più presto, per smascherare il greenwashing, in atto, che si può spiegare in italiano come “ambientalismo di facciata”

Per comprendere meglio la portata di questo problema, bisogna sapere o ricordare che l’olio di palma è l’olio vegetale più consumato al mondo,perciò bisogna spingere,affinché si compia la completa transizione della filiera,verso modelli di sviluppo, produzione e consumo, più responsabili,perché si prevede un sensibile incremento della domanda internazionale di olio di palma.
Perché c’è anche il problema della così detta deforestazione importata, per la quale è già stata sottoscritto il Position Paper della Tropical Forest Alliance,documento condiviso da 50 organizzazioni internazionali, tra le quali c’è anche la nostra l’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile.