Fotovoltaico: certo che sì, ma…
29 Maggio 2024
Ma, ocorre prudenza: bisogna frenare un trend di qualche anno fa, che ha causato eccessivo consumo di suolo agricolo! In verità, regole in tal senso erano già state introdotte e sono state anche trovate soluzioni tecniche per non rinunciare ad una fonte di produzione d’eneergia, rinnovavile e naturale.
E’ semore stato orioritario rispettare la regola del posizionamento a terra, evitando le aree dove si esercita effettiva attività agricola, soprattutto se di pregio.
Evidentemente, quei provvedimenti non si sono rivelati sufficienti, pertanto il governo, all’interno del decreto del 15 maggio scorso,è intervenuto sulla materia, disponendo quanto segue.
Le regioni avrebbero dovuto indicare “aree idonee” per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra, pertanto il Decreto, è intervenuto definendo quali possano essere i siti dove sono già installati impianti della stessa fonte, limitatamente agli interventi per modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già
installati, a condizione che non comportino incremento dell’area occupata; cave e miniere cessate, non recuperate o abbandonate o in condizioni di degrado ambientale, o nelle porzioni di cave e miniere non suscettibili di ulteriore sfruttamento; siti e impianti nelle disponibilità delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e
dei gestori di infrastrutture ferroviarie, nonché delle società concessionarie autostradali.
Altre aree possibili, per l’installazione di fotovoltaico su suolo, quelle riferite a siti e impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale all’interno dei sedimi aeroportuali, ivi inclusi quelli all’interno del perimetro di pertinenza degli aeroporti delle isole minori, ferme restando le necessarie verifiche tecniche da parte
dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC);
Installazione possibile anche all’interno di impianti industriali e stabilimenti, e nelle aree classificate
agricole, racchiuse in un perimetro i cui punti distino non più di 500 metri dal medesimo impianto o stabilimento e aree adiacenti alla rete autostradale, entro una distanza non superiore a 300 metri.
Apertura al forovoltaico anche per i progetti finalizzati alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile (CER) ai progetti attuativi delle altre misure di investimento del PNRR o ai progetti necessari per il conseguimento degli obiettivi del PNRR ( Piano Nazionale Ripresa e Resilienza)