Italia alla Sbarra: Inadeguate le Misure per contrastare l’emergenza climatica?
22 Giugno 2022
Questa è una notizia, che è davvero meritevole di grande attenzione. Pensiamo che molti non ne abbiano ancora sentito parlare: si tratta di una causa che molte associazioni e persone hanno avviato, accusando lo Stato Italia di aver adottato misure per contrastare l’emergenza climatica, del
tutto inadeguate. DI conseguenza, gli attori hanno chiesto alla giudice di valutare la condotta dello Stato alla luce delle evidenze presentate o eventualmente nominando un esperto.Le associazioni sono 24 e le singole persone 193 e tra queste ci sono 17 minori.
La seconda udienza si è svolta ieri, 21 giugno,presso il Tribunale Civile di Roma. Gli attori dell’azione giudiziaria hanno basato le loro istanze su un’ampia documentazione scientifica, nella quale ci sono anche i dossier prodotti da un centro studi di massima autorevolezza internazionale, quale è il Climate Analytics.
I legali dei ricorrenti sono Luca Saltalamacchia ( foto in alto) e Michele Carducci; dall’altra parte, l’Avvocatura dello Stato, che secondo Marica Di Pierri, portavoce della “Associazione A Sud”, prima firmataria del ricorso e promotrice della campagna Giudizio Universale…” lo Stato non ha prodotto alcuna evidenza scientificamente verificabile sull’efficacia delle proprie azioni, né si è scomodata a
confutare le evidenze che abbiamo presentato. Si limita, invece, a rilievi formali che intendono di fondo
evitare il processo senza mettersi in ascolto delle istanze di protezione presentate”,
I ricorrenti, così leggiamo, ritengono che lo Stato, voglia sottrarsi al giudizio, rivendicando l’immunità delle proprie scelte, ovvero l’impossibilità di giudicarne le condotte.

Ricordiamo che prima dell’udienza in nove città italiane (Roma, Firenze, Brindisi, Genova, Potenza, Cagliari, Cremona, Torino e San Vito Chietino, in Abruzzo) cittadini e attivisti, riuniti sotto l’hashtag #ColpadiStato hanno
manifestato con cartelli e ombrelli, vestiti con i colori della campagna, per chiedere al governo di varare
misure ambiziose di contrasto ai cambiamenti climatici”
I legali dei ricorrenti auspicano che il giudice decida, consentendo ai cittadini italiani di poter “accedere alla giustizia”, così come avvenuto in altri Paesi, come Olanda, Francia, Germania e tanti altri dell’Unione Europea e non solo.

Per approfondire:
“P e r Michele Carducci, avvocato e docente di Diritto Costituzionale Comparato e Diritto Climatico
dell’Università del Salento, tra i patrocinanti della causa: “Lo Stato ritiene che il ricorso alla migliore
scienza, utilizzata dai ricorrenti, implichi addirittura una sovversione dei poteri democratici, quando lo
stesso Stato in altri giudizi ha rivendicato la centralità dell’uso della scienza per limitare i propri poteri e
garantire trasparenza nelle proprie azioni”.

Per Marica Di Pierri ( nella foto) , portavoce dell’Associazione A Sud, prima firmataria del ricorso e promotrice della campagna Giudizio Universale “Resta un dato di fatto. confermato oggi in udienza: lo Stato non ha prodotto alcuna evidenza scientificamente verificabile sull’efficacia delle proprie azioni, né si è scomodata a confutare le evidenze che abbiamo presentato. Si limita, invece, a rilievi formali che intendono di fondo evitare il processo senza mettersi in ascolto delle istanze di protezione presentate dai 203 ricorrenti. Nonostante l’udienza si celebri nel primo giorno di una estate che si preannuncia la più calda della storia,con una crisi idrica senza precedenti, lo Stato continua colpevolmente a sottovalutare l’emergenza climatica e a non assumersi le sue responsabilità. Dentro il tribunale come nei palazzi istituzionali.”
Tra le altre organizzazioni promotrici della campagna, molte delle quali sono anche ricorrenti nell’azione
legale, ci sono la SMI – Società meteorologica italiana, l’ISDE – Medici per l’ambiente Italia, il movimento
Friday for Future, le associazioni Terra! e Coordinamento No TRIV, il CDCA – Centro di Documentazione
sui Conflitti Ambientali e decine di comitati ecologisti attivi in tutta Italia.

Il climatologo Luca Mercalli, ricorrente della causa e tra i promotori della campagna con la Società
Meteorologica Italiana, ha commentato l’udienza a partire dalle cronache drammatiche di questi giorni:
“L’emergenza climatica è sotto gli occhi di tutti. Il Po sta vivendo una delle peggiori secche della storia, la
crisi idrica ha costretto oltre un centinaio di comuni del nord a dichiarare lo stato di emergenza e a
razionare l’acqua, l’agricoltura è in ginocchio. Sulle Alpi la riserva idrica sotto forma di neve è esaurita con
oltre un mese e mezzo d’anticipo e le temperature di maggio e giugno sono prossime ai record plurisecolari di caldo. Oggi più che mai è fondamentale che le istituzioni pubbliche ascoltino la scienza e agiscano con decisione e rapidamente per evitare uno scenario climatico drammatico e irreversibile.”

dell’Università del Salento,
Per Francesco Romizi dell’ISDE – Medici per l’Ambiente Italia, “Non possiamo mantenere uno stato di
salute duraturo se l’ambiente non è sano. È piena responsabilità dei governi garantire il benessere dei
cittadini. L’Italia non sta facendo ancora abbastanza per rispettare gli accordi internazionali sul clima.
Auspichiamo che la giustizia faccia il suo corso e che le nostre richieste per ottenere politiche climatiche più
ambiziose venga accolta. In quanto cittadini, ma soprattutto in quanto medici, vogliamo che tutte le
Istituzioni si rendano conto che come è nostro compito curare al meglio le malattie, il loro è tutelare il bene collettivo più prezioso che abbiamo, la cura del nostro pianeta.”