Concimi: crisi di materie prime per le industrie produttrici!
26 Dicembre 2021
Tornando indietro,tra le mail ricevute nella casella di posta di agricolturaoggi.com. c’è una notizia, che crediamo meriti attenzione. Viene dall’Emilia e Romagna, territorio che lamenta mancanza di fertilizzanti minerali,che per considerevole quantità ( 75-80%)vengono importanti dall’estero. Siamo a novembre 2021 e si lamentava un blocco dell’importazione da paesi non europei, come D Russia ed Egitto, ma anche da altri paesi dell’Europa dell’Est e da Francia e Germania. I timori espressi da Confagricoltura Emilia e Romagna è che questa carenza potrebbe aver messo in crisi le concimazioni, La diagnosi del presidente dell’organizzazione, Marcello Bonvicini, è che mancano i piani di importazione dei fertilizzanti minerali. L’Italia dipende fortemente dall’estero, così questi prodotti non si trovano neanche pagando un prezzo elevato,
L’Italia utilizza un volume annuo di fertilizzanti pari a 2,5 milioni di tonnellate (fonte SILC), ma solo una percentuale ridotta, quella di origine organica, è reperibile sul mercato nazionale, mentre, La restante parte non può essere prodotta internamente, perché costituita da sostanze minerali esclusivamente di importazione. Il loro costo, spinto in alto dai rincari dell’energia e della logistica, ha frenato gli importatori italiani aprendo una fase di stallo.
Quale può essere la cura? Queli sono le alternative, possibili? Secondo Bonvicini, bisognerebbe incrementare la concimazione organica, ma prima di tutto, bisogna applicare <<protocolli di coltivazione in grado di ottimizzare la concimazione e ridurre fino al 30% il bisogno di azoto grazie all’impiego di input sostitutivi>>
<<Sarà importante rivalutare positivamente l’uso agronomico degli effluenti di allevamento, troppo spesso oggetto di polemiche strumentali, e del digestato da reflui zootecnici, quale residuo del processo di digestione anaerobica finalizzato alla produzione di biogas o biometano>>.
Sono operazioni che si sta tentando di portare, non senza la collaborazione delle industrie produttrici, interessate a sbloccare la difficile situazione di impasse.