Deserti d’Italia – ecco le aree più a rischio! Una Guida Turistica nel Progetto: Acqua nelle Nostre Mani!
25 Ottobre 2022
Sono stati fotografati luoghi, che mai avremmo potuto immaginare in questa situazione di criticità; si trovano in Sicilia, Abruzzo, Marche, Toscana, Lombardia, Umbria, Emilia-Romagna e Molise, con focus particolare su fiumi e laghi. Queste fotografie sono scatti di Gabriele Galimberti, già vincitore nel 2021 del World Press Photo con il progetto “The Ameriguns” e saranno esposte a Milano, nei prossimi mesi.
Sono immagini che consentiranno di scoprire una realtà, non più così nascosta e improbabile per il nostro Paese, seppure di indubbia spettacolarità.
Descrizioni, Interviste e Fotografie hanno consentito di realizzare la Guida Turistica ai Deserti d’Italia, in formato cartaceo che digitale: sarà utile a chi vorrà visitare questi territori: f, i cui fiumi sono diventati sentieri da trekking, i laghi ridotti ad aride distese.
E i dati parlano chiaro: il 70% della Sicilia, il 57% della Puglia, il 58% del Molise e il 55% della Basilicata sono a rischio desertificazione.
L’idea di questa singolare Guida è nata nell’ambito del progetto l’Acqua nelle nostre mani di Finish.
Con questo progetto, si sono realizzate opere concrete sul territorio, per sensibilizzare al corretto utilizzo della preziosa risorsa e per effettuare studi del territorio. In Puglia, ad esempio,
Sono state fotografati luoghi, che mai avremmo potuto immaginare in questa situazione di criticità; si trovano in
Sicilia, Abruzzo, Marche, Toscana, Lombardia, Umbria, Emilia-Romagna e Molise, con focus particolare su fiumi e laghi. Queste fotografie sono scatti di Gabriele Galimberti, già vincitore nel 2021 del World Press Photo con il progetto “The Ameriguns” e saranno esposte a Milano, nei prossimi mesi.
Sono immagini che consentiranno di scoprire una realtà, non più così nascosta e improbabile per il nostro Paese, seppure di indubbia spettacolarità.
Descrizioni, Interviste e Fotografie hanno consentito di realizzare la Guida Turistica ai Deserti d’Italia, in formato cartaceo che digitale: sarà utile a chi vorrà visitare questi territori, i cui fiumi sono diventati sentieri da trekking e i laghi ridotti ad aride distese.
I dati parlano chiaro: il 70% della Sicilia, il 57% della Puglia, il 58% del Molise e il 55% della Basilicata sono a rischio desertificazione.
L’idea di questa singolare Guida è nata nell’ambito del progetto l’Acqua nelle nostre mani di Finish.
Sono state fotografati luoghi, che mai avremmo potuto immaginare in questa situazione di criticità; si trovano in Sicilia, Abruzzo, Marche, Toscana, Lombardia, Umbria, Emilia-Romagna e Molise, con focus particolare su fiumi e laghi. Queste fotografie sono scatti di Gabriele Galimberti, già vincitore nel 2021 del World Press Photo con il progetto “The Ameriguns” e saranno esposte a Milano, nei prossimi mesi.
Sono immagini che consentiranno di scoprire una realtà, non più così nascosta e improbabile per il nostro Paese, seppure di indubbia spettacolarità.
Descrizioni, Interviste e Fotografie hanno consentito di realizzare la Guida Turistica ai Deserti d’Italia, in formato cartaceo che digitale: sarà utile a chi vorrà visitare questi territori: i cui fiumi sono diventati sentieri da trekking e i laghi ridotti ad aride distese.
E i dati parlano chiaro: il 70% della Sicilia, il 57% della Puglia, il 58% del Molise e il 55% della Basilicata sono a rischio desertificazione.
L’idea di questa singolare Guida è nata nell’ambito del progetto l’Acqua nelle nostre mani di Finish, con il quale sono stati realizzati progetti di sensibilizzazione e azioni sul territorio, come la piantumazione diretta di oltre 500 alberi resistenti al batterio della Xylella in terreni ormai in disuso a causa della desertificazione e un intervento di monitoraggio idrico delle coltivazioni su un totale di 500 ettari distribuiti nella provincia di Brindisi, che garantirà un risparmio annuale (considerate le 20 settimane di stagione estiva) di oltre 150 milioni di litri d’acqua.
Sempre nel progetto è previsto anche l’impiego della tecnologia Daiki, che nasce da una start up siciliana, che consente rilevare, fin dal momento della piantumazione, dati climatici e idrici utili a monitorare il fabbisogno idrico delle piante, gestire l’apporto irriguo e prevenire le malattie.