Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo conclusa la prima Vendemmia Sperimentale di vitigni PIWI.

11 Settembre 2026 Off Di Redazione online

PIWI è l’acronimo di una lunga espressione tedesca, per noi difficile da pronunciare:  pilzwiderstandsfähig!
Il concetto è semplice, invece, e molto, molto rilevante per chi fa il vignaiolo e produce vino, in un tempo così complesso, caratterizzato dal cambiamento climatico e dall’aggressione di fitopatologie, sempre più difficili da contrastare, anche per i limiti imposti all’utilizzo di prodotti di sintesi.

I PIWI rappresentano varietà di uve, particolarmente resistenti alle fitopatie, in particolare quelle di natura fungina. Si tratta di varietà ottenute attraverso incroci naturali tra la Vitis vinifera europea e altre specie del genere Vitis, di origine americana e/o asiatica, portatrici dei geni della resistenza. Gli incroci avvengono attraverso impollinazione, selezione dei semi e successiva selezione delle piante.

Nel vigneto dell’Istituto Agrario Ridolfi di Scerni ( Area Vastese – provincia di Chieti) sono stati impiantate 18 varietà PIWI, che sono: Bronner, Charvir, Fleurtai, Johanniter, Kersus, Palma, Pinot Iskra, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Solaris, Sauvignier Gris, Cabernet Eidos, Nermantis, Pinot Kors, Pinot Regina, Sevar, Termantis e Volturnis.
L’Istituto è uno dei partner del progetto, che la Regione Abruzzo sta realizzando, attraverso il Consorzio di Tutela, ora guidato dal presidente Alessandro Nicodemi, che ha definito questa prima, storica vendemmia “Una sfida enologica e di sostenibilità”, mentre il Vice Presidente della Regione, Emanuele Imprudente, ha definito questa sfida, come  “Ricerca che ha visione futura per la vitivinicoltura abruzzese”.

La vendemmia è partita lo scorso mese di luglio, con la supervisione dell’agronomo Fausto Cimini, che ha seguito la crescita di dieci piante per ciascuna cultivar, contrassegnate individualmente, effettuando rilievi tecnici settimanali dalla fase di gemma cotonosa fino alla maturazione.

L’aspetto fitosanitario ha avuto riscontro positivo, con l’osservazione del vigneto, per verificare la risposta delle varietà a peronospora e oidio, le due principali patologie fungine per le quali i Piwi sono stati selezionati. Secondo la relazione tecnica, tutte le piante osservate hanno mostrato completa resistenza alle due patologie.

La sperimentazione si rivelerà sempre più utile ai viticoltori, perché i PIWI consentono anche di ridurre sensibilmente i trattamenti fitosanitari, soprattutto con riferimento a quelli di sintesi; ciò significa minore esposizione più tutela per chi lavora in vigna, ma anche per chi vive nelle aree circostanti,; inoltre, minori consumi legati alle operazioni in campo e conseguente riduzione delle emissioni di CO₂.

Sono stati osservati anche gli altri parametri riferiti agli aspetti fenologici e produttivi: germogliamento, fioritura, allegagione, invaiatura, numero di germogli e grappoli, fertilità delle gemme, posizione del primo grappolo sul tralcio, peso dell’uva, numero e peso dei grappoli e peso medio degli acini. In conclusione, si può affermare che questo primo step ha dato buoni risultati

Il Presidente Nicodemi considera questa  prima vendemmia  “un passaggio fondamentale, perché ci permette di cominciare a confrontarci concretamente con il prodotto della vigna. Da ora saranno le uve e le micro vinificazioni a dirci qualcosa in più sul potenziale enologico di queste varietà”.

( continua )