UNESCO – Nuova Conquista per l’Italia: ne è protagonista la Tartuficoltura!

4 Gennaio 2022 Off Di Redazione online

Ricordiamo che UNESCO è acronimo di L’UNESCO – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, istituita a Parigi 4 novembre 1946. L’organizzazione  è nata dalla generale consapevolezza che gli accordi politici ed economici non sono sufficienti per costruire una pace duratura, che essa debba essere fondata sull’educazione, la scienza, la cultura e la collaborazione fra nazioni, al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione.

Per UNESCO, dunque, la Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali”riconosciute Bene Immateriale dell’Umanità.

Piemonte, Umbria, Umbria,Lazio, Marche, Abruzzo, Molise sono tra le regioni nelle quali questa attività è particolarmente diffusa.

Il Tatrtufo è il corpo fruttifero, l’espressione più corretta è sporoforo, di un fungo sotterraneo.

La più diffusa appartenenza dei tartufi è al genere Tuber.

Il tartufo, deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) al tipo di albero presso il quale si è sviluppato. Alcune specie sono considerate essenza alimentare di gran pregio, e di gran valore.

In alcuni casi.sono l’esatto opposto, e qualche volta persino tossici.
Per la cerca del tartufo è importante l’aiuto di cani, particolarmente sensibili e addestrati e la raccolta è a mano.

Il tartufo bianco è in genere più pregiato del nero, che però ha il vantaggio di avere una stagione più lunga, si può conservare anche congelandoli o senza problemi essere conservato più a lungo. Il bianco non ha queste caratteristiche, sono più difficili da trovare e ciò contribuisce ad elevarne il valore.

Per la cerca e cavatura dei tartufi è necessario rispettare regole,per non pregiudicare il terreno ed occorre un’abilitazione, che si ottiene con dei corsi, che sono promossi dalle regioni. Per dimostrarla, bisognerà anche richiedere un tesserino, rilasciato dalle province e valido per un anno, e per le quali dev’essere corrisposta una imposta.