Petrolio – Se diminuisse la Domanda si ridurrebbero anche i livelli di emissione di CO2
10 Novembre 2021
I risultati di uno studio pubblicato su Nature da ricercatori dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Stanford, Pittsburgh, Ford, Aramco e German Aerospace Center, conclude che le compagnie petrolifere potrebbero ridurre la produzione con intensità di carbonio (quantità di emissioni per ogni barile estratto) superiore alla media.
Tutto si connette al concetto di profitto e scopriamo perché: i ricercatori hanno stimato un modello dinamico di offerta di petrolio a livello di compagnia petrolifera. In questo modo, hanno potuto capire quali produttori ridurranno i volumi estratti ed in che misura in conseguenza di uno shock alla domanda mondiale di petrolio.
Valerio Dotti, ricercatore al Dipartimento di Economia di Ca’ Foscari, spiega che lo shock della minor domanda provocherebbe un taglio della produzione non lineare, cosicché anche una modesta riduzione della domanda mondiale di petrolio (ad esempio -2,5%, -5% e -10%, così indicate nell’analisi) avrebbe un effetto considerevole sulla riduzione delle emissioni di CO2 dovute al settore petrolifero”
E’ razionale aspettarsi che i produttori, sia i grandi cartelli che le compagnie minori, saranno spinti a privarsi, prima di tutti, dei barili meno profittevoli, che sono appunto quelli a più alta intensità di carbonio. Infatti, Il greggio a bassa o media intensità di carbonio è il più redditizio. Secondo i ricercatori, inoltre, le politiche dovrebbero tenere in considerazione la struttura del mercato: i produttori non sono tutti uguali e anche i più marginali potrebbero essere relativamente poco colpiti da un calo della domanda.
Per concludere, Valerio Dotti spiega che “l’introduzione di tecnologie, volte a ridurre il consumo di combustibili fossili ,ha un effetto sulla riduzione delle emissioni di CO2 , superiore a quanto precedentemente creduto sulla base dei valori delle emissioni medie per barile estratto”
Un beneficio, per tutto il Pianeta!