Gl’italiani e il consumo di carne: dati Agriumbria!

29 Aprile 2025 Off Di Redazione online

L’analisi dell’Osservatorio AGRIUMBRIA dimostra che il consumo di carne è consapevole, nel senso della riduzione delle quantità, ma della ricerca di qualità.

C’è una parola che viene citata nel comunicato di AGRIUMBRIA: FLEXITARIANI.

I FLEXITARIANI sono VEGETARIANI non fondamentalisti: a un po’ di carne, uova e formaggio, non oppongono resistenza, sebbene in modalità contenuta.

Seguono un modello di alimentazione, che alcuni definiscono equilibrata, cioè che apporti in giusta quantità carboidrati, vitamine, proteine, minerali, quindi tutti i nutrienti necessari per il benessere.  

Secondo lo studio dell’Osservatorio, relativo ai consumi del 2024 gli italiani avrebbero consumato in media 79 kg di carne pro capite, in linea con il 2023 quando i consumi erano stati 78 chili, ma con progressiva tendenza alla diminuzione., stimata in -12%, rispetto al 2010. Il dato, però, deve tener conto delle differenze, tra categorie di carne.

Secondo studi Eurispes, si sarebbe registrata una crescita di consumo delle carni bianche (pollame, tacchino), pari al 4% dal 2022, con 34 kg/anno a persona.

Manzo e Maiale 27 kg, in calo del 6%;  stabili salumi e insaccati, con 18 chili.
Se si guarda il trend dei consumi tra il 2019 e il 2023, da un rapporto ISMEA emerge come le carni suine siamo in calo -2% come la carne bovina, -8%, cresce invece il consumo di pollame, +5%.

Per quanto riguarda la geografia dei consumi emerge come il Nord-Ovest abbiamo consumi di carne, 85 kg/anno, superiori alla media,  mentre le regioni del sud e le Isole arrivano a 68 chili, con picchi per gli insaccati tradizionali.

Sui consumi inciderebbe anche il luogo dove si abita: nelle città metropolitane si ha un -15% rispetto alle aree rurali, dato trainato dai giovani under 35.