Unione Italiana Vini – Dazi USA Un Terremoto per le nostre Produzioni
13 Marzo 2025
Co ipotesi dazi al 25% il danno stimato sarebbe di 470 milioni di euro solo per gli effetti diretti della domanda Usa, se si contassero anche quelli indiretti sull’export globale, la perdita salirebbe a quasi 1 miliardi di euro.
Almeno l’80% del vino italiano rischia: circa 350 milioni di bottiglie di vino sono concentrate nelle fasce dette “popular”, equivalenti a un prezzo franco cantina di 4,18 euro/litro e che al dettaglio si trasformano in media, dopo trasporto, dazi, ricarichi alla distribuzione, in una fascia di prezzo che non supera i 13 dollari la bottiglia.
Su un’altra dimensione viaggiano i vini del segmento “luxury“, che riguardano però una quota del 2% sul totale export a volume (8% del valore) e che possono tutto sommato essere meno soggetti a riduzioni di acquisto.

Lamberto Frescobaldi, presidente UIV ritiene si debba predisporre un ‘piano di contingenza’ basato su 3 livelli: il primo, negoziale, volto a non inserire il vino nelle reciproche liste di prodotti soggetti a barriere commerciali; il secondo, comunitario, che metta a punto misure compensatorie e di promozione; il terzo è nazionale e dovrà inevitabilmente affrontare il tema del contenimento produttivo”.

Analisi Prezzi Vino ITA/USA
La media di prezzo export è € 5,35 euro per litro vino
Il 30% dei “popular” è quotato € 5,26; più della metà vale € 3,53
Se venissero applicati i dazi al 25% 25%, questi vini diventerebbero da fascia “premium”… se non gestiti in equità tra le controparti.
Questo salto da popolar a premium non sarebbe sopportabile, perché oggi i premium sono venduti in USA con prezzo medio franco cantina di 8,80 euro/litro e price point ( quale prezzo di mercato si vuole adottare) point al dettaglio, variabile da 13 fino a 30 dollari la bottiglia.