Giornata mondiale dell’alimentazione – 16 ottobre – l’appello di Slow Food!

14 Ottobre 2026 Off Di Redazione online

Appello all’Unione Europea per  il diritto al cibo efficace deve garantire l’accesso a diete culturalmente significative, stagionali e ricche di biodiversità, proteggendo al contempo i paesaggi agro ecologici e i piccoli agricoltori che salvaguardano il patrimonio alimentare europeo.

I costi dell’agricoltura sono diventati esagerati; per Slow Food è necessario cambiare e si rivolge a noi cittadini, ma anche a chi ha potere decisionale, dunque le istituzioni.
I dati che Slow Food propone sono fin troppo chiari: in Italia fare la spesa costa sempre di più: tra il 2021 e il 2026 il carrello alimentare è cresciuto del 29,5% (fonte Sole 24 Ore). Questo salto in alto dei prezzi al consumo ha causato la drammatica decisione  di molti concittadini di spendere meno; questa è un’amara constatazione che ben conosciamo e che riguarda anche la salute, con la rinuncia di troppi a curarsi.

Secondo ISTAT, ci dice Slow Food, nell’ultimo anno il 29,4% delle famiglie ha dichiarato di aver ridotto la quantità o la qualità dei prodotti acquistati: dilaga il cibo a basso costo, spesso ultra-processato o frutto di pratiche agricole che scaricano sulla collettività gli effetti dannosi sull’ambiente e sulla salute.

E sta proprio in questo passaggio, la tesi di Slow Food e l’appello per le istituzioni: ” Una terra sana e fertile è la base per l’agricoltura del futuro e per la nostra salute, e dovrebbe quindi essere l’obiettivo primario di un’estesa e forte alleanza tra mondo produttivo, consumatori e istituzioni. Invece la disperazione per l’aumento dei costi, spesso, porta al paradosso di un assurdo scontro fra le istanze ambientali e quelle del mondo rurale”. Sono parole severe di Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia…

Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia e docente all’Università di Palermo  spinge per promuovere la stretta collaborazione fra agricoltori e ambientalisti, per andare verso la stessa direzione, che è quella di un’agricoltura basata su rispetto e cura del suolo, delle risorse idriche, degli animali, del paesaggio e della salute di tutti. L’unica che dovrebbe essere sostenuta in ogni modo a ogni livello.

L’agricoltura che comanda, invece, continua ad essere quella che impoverisce il suolo, compromette risorse idriche e ambiente; un’agricoltura che favorisce lo spreco, non si cura della salute dei consumatori, concentra la ricchezza in pochi luoghi (con molti territori sempre più abbandonati) e in poche mani, impoverendo sia chi produce il cibo (gli agricoltori), sia chi lo acquista.

La strada da percorrere, secondo Slow Food, è quella della intrepida scelta dell’agroecologia, valida sia come soluzione valida dal punto di vista economico, che per motivazioni di salvaguardia dell’ambiente e della salute.

Tutto considerando, il miracolo dovrebbe essere quello dei piccoli agricoltori che fanno dell’agro ecologia la loro bandiera!