Abruzzo/ Cervi: Il Consiglio di Stato conferma lo stop alla caccia di selezione!

13 Novembre 2024 Off Di Redazione online

Prima la delibera della Regione, che definiva i parametri di questa caccia di selezione, per contenere il numero di questa specie, che come i cinghiali è tra i maggiori imputati, per i danni provocati ad agricoltori e allevatori.
Subito dopo, alcune associazioni, capofila WWF, hanno presentato un ricorso al TAR, per bloccare la delibera, ma l’organo di giustizia amministrativa regionale, ha confermato la validità di quel provvedimento.
Le associazioni non si sono arrese ed hanno presentato un ricorso al Consiglio di Stato che ha immediatamento disposto la sospensione della delibera, fino al 7 novembre scorso, quando è stata  emessa la sentenza che dice no alla caccia di selezione.

E’ una situazione piuttosto delicata, che ripropone l’eterno confronto fra cacciatori e mondo ambientalista e animalista, ma che delude molti agricoltori, che ritengono come, nel caso più complesso dei cinghiali, con la caccia di selezione e selecontrollo si siano ottenuti buoni risultati.

L’avvocato Michele Pezone, che ha curato il ricorso delle Associazioni, il punto cardine del ricorso al Consiglio di Stato è stato ed è la necessità di monitoraggi che  sarebbero stati effettuati, sebbene fondamentali per la valutazione ambientale del piano faunistico venatorio.

A proposito, lo scorso luglio, la Regione in una notizia pubblicata sul propro portale, pubblicava questa informazione: “… le segnalazioni inviate agli uffici regionali da cittadini e imprese hanno consentito di redigere un censimento, certamente incompleto ma significativo, sia degli incidenti avvenuti sulle strade abruzzesi, sia degli attacchi a colture e allevamenti, da cui si possono desumere frequenza e localizzazione degli eventi”. 

Il Consiglio di Stato proprio sulla necessità del monitoraggio ha basato la propria sentenza, specificandone la “necessità di accuratezza”, ma ha di tene conto delle “segnalazioni e dati provenienti da cittadini e imprese agricole danneggiate”

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, c”è soddisfazione e ottimismo da parte delle Associazioni ricorrenti e dei partiti di opposizione; ma c’è anche fiduciosa attesa da parte dei vertici della Regione Abruzzo, che confidano nel nuovo esame del TAR, al quale il Consiglio di Stato ha nuovamente restituito l’onere di decidere.

L’Abruzzo si è proposta come Regione Verde e ha scommesso molto su questa immagine, anche nella comunicazione promozionale; i cittadini di questo territorio hanno duqnue maturato una particolare sensibilità, ma anche il Consiglio di Stato, così abbiamo compreso, ha ritenuto necessario chedere ai giudici del TAR di riesaminare tutta la documentazione, per valutare come soddisfare sia le esigenze di “conservazione della fauna, che quelle  degli agricoltori e della sicurezza stradale”.

C’è ancora da attendere!