DOP e IGP verso la Transizione Ecologica – Rapporto Qualivita sulla sosteniibilità dei disciplinari
29 Ottobre 2024
Rapporto di Fondazione Qualivita che evidenzia il ruolo strategico dei prodotti DOP e IGP per lo sviluppo dei territori e delle comunità locali.
Il rapporto analizza normative, schemi di certificazione e un campione rappresentativo di 30 prodotti agroalimentari italiani DOP e IGP.
Il rapporto è stato realizzato, seguendo la metodologia FAO – oriGin, che nella sezione Analisi dei processi produttivi e gestione delle IG, viene valutata la conformità degli indicatori ai processi produttivi e di controllo dei 30 prodotti agroalimentari DOP IGP esaminati.
Nella sezione, Analisi Normativa, il rapporto analizza il contesto legislativo che disciplina le IG a livello nazionale ed europeo, evidenziandone le implicazioni per la resilienza economica, la buona governance, il benessere sociale e l’integrità ambientale.
C’è poi una sezione, dedicata all’Analisi degli schemi di certificazione, che esplora il ruolo di questi strumenti nel supportare la sostenibilità sia del sistema IG sia delle singole imprese della filiera, valutandone l’efficacia anche in relazione agli SDGs delle Nazioni Unite e ai pilastri della strategia FAO-oriGIn.
Il report si conclude con la sezione Indagine sui Consorzi di tutela, offrendo una panoramica sull’attuale presenza e percezione del tema della sostenibilità nelle filiere DOP e IGP.
I disciplinari dei 30 prodotti sono stati analizzati e verificati, per quanto attiene alla loeo resilienza economica, integrità ambientale, buona governance e benessere sociale.
In questa fase iniziale non sono stati presi in considerazione i progetti e le attività avviati dai Consorzi di tutela e dalle imprese in questo ambito.
In particolare, sono state effettuate valutazioni in base a 23 indicatori per il pilastro resilienza economica; 5 indicatori per il pilastro buona governance;9 indicatori per il pilastro benessere sociale; 8 indicatori per il pilastro integrità ambientale.
Resilienza – è la qualità che maggiormente si è manifestata ed è stato affermato il ruolo cruciale dei Consorzi di tutela nel garantire la stabilità economica delle filiere produttive e nella valorizzazione dei territori.
Il settore lattiero-caseario si è dimostrato il più avanzato in termini di sostenibilità, con 38 indicatori rilevati su 45, seguito dal settore prodotti trasformati a base di carne e dal settore prodotti ortofrutticoli, ciascuno con 30 indicatori.
Gli autori del rapporto hanno concluso anche che i disciplinari di produzione dovrebbero occuparsi di gestione del rischio climatico, della riduzione delle emissioni di gas serra; di promozione di pratiche di conservazione del suolo e delle risorse idriche; inoltre dovrebbero consentire l’incremento della formazione formale e informale, la consapevolezza in tema di igiene e sicurezza, e la corretta identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi.
Lo studio rappresenta uno stimolo e un supporto per i Consorzi di tutela nel proseguire nell’incremento delle attività di sostenibilità, assicurando non solo la qualità dei prodotti, ma anche un impatto positivo sulle comunità e sull’ambiente.