LEGAMBIENTE: il Rapporto sull’Ecosistema Urbano! Il Punto sulle Reti Idriche e la qualità dei suoli!
26 Ottobre 2026
Alla presentazione del Rapporto, il Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Alessandro Delpiano, ha affrontato il tema delle reti idriche, affermando che quelle che ci sono non sono in grado di sopportare le conseguenze del clima che cambia.
Si rende necessario trovare soluzioni ed una possibile è quella di lavorare per migliorare la struttura del suolo, per ridurre e rallentare l’acqua a monte. Pertanto, per restituire permeabilità alle città, attraverso le soluzioni basate sulla natura, già disponibili e applicabili nei contesti urbani, oltre che intervenire con opere poste a monte.
Per Delpiano, le attuali reti sono state progettate correttamente, ma secondo i parametri di un tempo, nel quale ad esempio le curve di possibilità pluviometrica di oggi sono di gran lunga diverse e le condizioni attuali dei suoli, sensibilmente impermeabilizzati, provoca l’aumento della quantità d’acqua che defluisce verso valle, per di più a velocità notevolmente più elevata, concentrando in pochi minuti portate che le reti non sono in grado di gestire.

Aggiungendo anche che è sempre meno probabile che si possa aumentare il numero delle reti esistenti , diventa fondamentale intervenire con le soluzioni ecocompatibili che consentirebbero di affrontare sia il rischio di allagamento, che ’aumento delle temperature urbane e l’inquinamento delle acque. Riepilogando, sono fondamentali interventi per rendere le superfici permeabili, estendere le aree verdi e realizzare sistemi di raccolta e infiltrazione delle acque meteoriche, nelle città per trattenere l’acqua dove cade, rallentandone il deflusso.
Il Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, in questo contesto generale ha posto in evidenza uno specifico problema che è quello dei corsi d’acqua tombati, cioè coperti e trasformati in condotte nel corso dei secoli, che attraversano molti centri storici e possono interferire con il funzionamento delle reti fognarie.
Accade, dunque, che In occasione delle piogge più intense, questi corsi d’acqua possano andare in pressione e riemergere attraverso i punti più vulnerabili, e tra questi ci sono i tombini della rete fognaria.
Per trovare la giusta soluzione bisogna però risolvere un conflitto normativo, perché un corso d’acqua tombato che attraversa una città e si intreccia con la rete fognaria sta su un confine che la nostra legislazione non ha previsto, quindi è auspicabile un adeguamento normativo che consenta ai gestori del servizio idrico integrato di intervenire sui tratti tombati che condizionano il funzionamento delle reti.
In verità l’Unione Europea è già intervenuta, ,ma l’Italia non ha ancora recepito l’obbligo: si tratta di favorire la collaborazione tra Regioni, Comuni, ambiti territoriali ottimali e gestori, per superare gli ostacoli e rendere operativi interventi, che sono già finanziabili.