Mercosur fa paura agli agricoltori: il punto di CIA Agricoltori Italiani!
20 Gennaio 2026
Anche Cristiano Fini, presidente CIA, con le delegazioni dell’Associazioni è impegnata a Strasburgo con questo claim: “
“Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni” Gli agricoltori non hanno intenzione di fare passi indietro: “Senza Reciprocità piena e controlli serrati non c’è accordo che tenga, perché l’agricoltura ne uscirebbe a pezzi”
Secondo Cristiano Fini, lo scenario è preoccupante, soprattutto per i comparti più sensibili, zootecnia e risicoltura in testa e a rischio ci sarebbero circa 40.000 posti di lavoro, in Europa nell’agroalimentare, oltre a falle nei controlli e squilibri produttivi che minacciano i produttori italiani.
“Non ci fermiamo pretendiamo nero su bianco la reciprocità degli standard produttivi, sanitari e ambientali, più controlli rigorosi su tutte le merci dal Sud America e clausole di salvaguardia rapide e efficaci”
Il caso zootecnia: In Italia, rammenta CIA, (a produzione di carni si attesta sui 3,3 milioni di tonnellate, mentre i Paesi del Mercosur ne producono 38,5 milioni di tonnellate: l’import attuale è limitato solamente a 41mila tonnellate per un valore di 288 milioni di euro… Mercosur potrebbe provocare un incremento esponenziale dell’import di carene sudamericana, col rischio di minare la redditività di un settore che da noi vale circa 22,7 miliardi di euro. Si stima che entro il 2040, l’import di carni suine e pollame da quei Paesi potrebbe aumentare del 25%.
Sull’efficienza dei controlli di reciprocità, il Presidente Cristiano Fini esprime forti dubbi: ” Nel settore della carne bovina, ad esempio, secondo una valutazione della UE sarebbero state rilevate falle nell’export di carne non conforme per la presenza dell’ormone estradiolo 17-beta. Malgrado il Brasile abbia sospeso volontariamente le esportazioni verso l’Ue, partite di carne non conformi sono comunque riuscite ad arrivare in Italia. Inoltre e in generale, si sarebbero rilevate inefficienze, follow-up lenti e catene del freddo instabili nella logistica. Il Mercosur prevede regolamenti formali ma applicazioni disuniformi e le infrastrutture limitate non garantiscono standard adeguati lungo la filiera”.
Si tratta di valutazioni che non possono essere certo ignorate, pertanto l’auspicio è che alla firma della UE con i Paesi del Mercosur, seguano efficaci valutazioni e azioni concrete per rendere l’applicazione realisticamente valida nel senso più volte rimarcato da tutti di efficaci verifiche e controlli.