Il maltempo colpisce ancora! Cosa si può fare per limitare i danni? Chi deve pensarci?
5 Agosto 2025
E’ chiaro che gl’improvvisi capovolgimenti delle condizioni meteo possono provocare disastri. Danni ai campi, alle colture e alle strutture. Agricoltori e allevatori alle prese con la necessità di porre in qualche modo rimedio a quanto è accaduto: spesso, è impossibile.
Le associazioni di categoria, puntualmente, suggeriscono il ricorso alla richiesta di stato di calamità naturale. Poi, ci sono le assicurazioni, ma è un capitolo delicato e complesso.
Abbiano ricevuto una nota di Coldiretti Abruzzo, che descrive l’esponenziale aumento di eventi distruttivi, a partire dal 2014: in questi 10 anni, c’è stato un incremento di ben quattro volte di situazioni meteo che hanno provocato danni alle popolazioni e all’agricoltura.
Se poi si fa riferimento al solo 2024, si sono registrati 3773 tra nubifragi, grandinate, tornado e tempeste di vento, con un aumento del 9% rispetto al 2023.
Cambiamento climatico o no, la realtà è questa e come cittadini si è praticamente impotenti. Cosa si potrebbe fare per proteggere almeno in parte il frutto di tanto impegni, che per tanti è proprio un sacrificio quotidiano?

Pier Carmine Tilli, presidente di Coldiretti Chieti, propone che ci s’impegni per quella che definisce una riflessione congiunta da parte delle istituzioni, insieme agli istituti di ricerca e a quanti possono contribuire a migliorare la situazione: il problema è generale siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione del clima.
Con le precipitazioni di questi giorni, nei comuni di Treglio, Fossacesia, Rocca San Giovanni e Torino di Sangro il bilancio è drammatico, con grandine e piogge, che hanno divento vigne, vento che ha scoperchiato serre, gli ortaggi sono stati spostati e rovinati e in alcuni casi il raccolto è stato fortemente compromesso.
Pier Carmine Tilli affronta anche la questione delle polizze assicurative: “E’ amaro dover constatare l’assenza di un serio approccio da parte del mercato assicurativo che, a parte il caso del Consorzio di Difesa, non sempre porta gli imprenditori agricoli a tutelare il loro reddito attraverso polizze specifiche”.
A proposito di questo argomento, possiamo ricordare che nel 2023, con la legge di bilancio n° 213, è stato introdotto l’obbligo per le imprese di stipulare una polizza a copertura dei danni da calamità naturali ed eventi catastrofali.

Questo vale, in generale, ma per l’agricoltura, in particolare, ci sono già norme varate già nel 2012, con la legge 234 il Decreto Ministeriale 30 giugno 2018, che impongono la copertura assicurativa soprattutto per le aziende ubicate in aree ad alto rischio idrogeologico o sismico.
Assicurarsi è importante, perché l’azienda agricola che non ha stipulato una polizza, potrebbe addirittura non ricevere alcun risarcimento diretto, oppure riceverlo in forma ridotta, o anche dover sperare di poter beneficiare di fondi straordinari, che non sono garantiti.