Legacoop Alimentare: le conseguenze della siccità sull’ecosistema agroalimentare!
20 Agosto 2026
Legacoop Alimentare è l’Associazione Nazionale delle Cooperative Agro ittico alimentari, costituita nel 1957. Nella nota stampa del 6 agosto 2026, ha proposto l’analisi di quanto sta accadendo, a causa della siccità e indica delle soluzioni.
Cristian Maretti, presidente dell’Associazione è certo che Se non si interviene, a rischio c’è la sicurezza alimentare:
” Tenendo conto dei dati estremi in termini di temperatura, incendi, grandinate e tornado, che registriamo a livello europeo, deve partire un’analisi dettagliata, basata su modelli che ci proiettino fino al 2100, per poter costruire una pianificazione di interventi infrastrutturali in grado di mettere in sicurezza la capacità produttiva del settore agricolo. È un ragionamento di sicurezza alimentare continentale.”
Perché ciò sia possibile, è necessario che si agisca con una cooperazione rafforzata tra le regioni italiane, per non sprecare le risorse idriche e le risorse economiche disponibili, e una cooperazione rafforzata tra i Paesi europei, per omogeneizzare gli strumenti di intervento e renderli complementari alle misure della Ue. Non sono missioni che è possibile condurre singolarmente, in solitaria; è sempre il pensiero del Presidente di Legacoop Alimentare.
Fino ad ora, le imprese hanno potuto contenere gli effetti, derivanti da queste mutate e mutevoli condizioni climatiche, perché hanno investito; leggiamo ancora quanto pensa il presidente Maretti” Negli anni scorsi e anche grazie a una primavera che, per una volta, ha giocato a favore delle imprese, si è riusciti a contenere i danni, e i risultati sarebbero stati molto più negativi, se ciò non fosse accaduto: se però guardiamo al futuro, non possiamo pensare che vada sempre così, e quindi bisogna agire strutturalmente.”

| Schema di Legacoop sulle conseguenze del clima siccitoso nei vari comparti dall’agro alimentare all’ittico. Sono dati che l’Associazione ha ottenuto con il monitoraggio delle proprie aziende. Comparto Orticolo e Frutticolo: riduzione produttiva, con calibri dei frutti più piccoli e, nei casi in cui manca la copertura delle reti antigrandine, danni da scottatura legati alle alte temperature. Anche territori tradizionalmente meno esposti, come il Trentino, non sono stati risparmiati: le scottature causate dal caldo costringono a destinare parte del prodotto all’industria di trasformazione, con un pesante deprezzamento del valore del frutto. Settore Zootecnico: calo della produzione di latte, ma la situazione non è precipitata grazie agli investimenti realizzati negli anni scorsi sul benessere animale – ventilatori e sistemi di doccia per il raffrescamento delle stalle – che hanno evitato un vero e proprio tracollo. ![]() Nella foto, il presidente di Legacoop Alimentare Cristian Maretti Da segnalare inoltre che, grazie a una primavera piovosa, i primi tagli di foraggio sono stati di ottima qualità e quantità, allontanando per ora i timori sulla disponibilità di razione alimentare per gli animali. Settore vitivinicolo: è in corso una vendemmia anticipata come mai visto prima. Le riduzioni di produzione registrate quest’anno sono legate più alle diffuse grandinate che hanno colpito il territorio che alla siccità in sé. Tra le colture più colpite in assoluto c’è il mais, che ormai risulta di fatto impossibile da coltivare in assenza di irrigazione. Per quanto riguarda l’erba medica da disidratare, dopo un ottimo primo taglio, i tagli successivi e la produzione di erba medica in purezza registrano rese molto scarse, spesso sotto la tonnellata per ettaro a causa della siccità. Sul fronte del seme di erba medica, non è tanto la siccità a preoccupare quanto i picchi di caldo nella fase di allegagione: quest’anno la situazione è leggermente migliore rispetto allo scorso anno, ma le produzioni restano comunque al di sotto delle medie storiche. Anche il comparto delle sementi orticole risente del caldo: ad oggi è stato raccolto circa il 70% delle specializzate, con danni da grandine sporadici e nella norma, mentre le alte temperature stanno determinando una perdita di quantità soprattutto su cipolle e carote. Il cavolo risulta in linea con le previsioni. Restano da raccogliere colture chiave come la cicoria ibrida e il cetriolo, e da verificare i dati sulla qualità del prodotto. Acquacoltura: per le vongole non si registrano al momento morie, pur restando critica la situazione della Sacca di Goro. Diverso il quadro per la mitilicoltura in mare aperto, dove la scorsa settimana si è verificata un’importante moria di cozze causata dalle elevate temperature dell’acqua. L’acqua si riscalda più lentamente, ma in questa estate si sono raggiunti i 30 gradi centigradi nel mar Adriatico e i 29° C nel mar Tirreno e questo non può non avere un impatto sulla fisiologia di lungo termine su tutto il sistema biologico marino. |

