UNCEM/Piccoli Comuni Montani: il Bando per gli Asili Nido così non va!
26 Agosto 2026
Se veramente sta a cuore il futuro delle aree interne e montane, per favorirne il rilancio, alcuni servizi essenziali vanno ripristinati o consolidati.
E’ il caso degli Asili Nido. Sull’argomento, interviene UNCEM (*) che ricorda con soddisfazione l’inaugurazione di queste nuove strutture in Piemonte, grazie al PNRR, ma (se abbiamo ben compreso) ora bisogna considerare la gestione presente e futura, perché c’è bisogno di fondi che giungano in modo strutturale nei piccoli comuni, per questa finalità.
E, questa soluzione del bando, non funziona per tutti i piccoli comuni.
Il presidente di UNCEM, Marco Bussone, nella nota stampa inviata sull’argomento, analizza i punti di debolezza della soluzione Bando PNRR, perché sarebbero stati scritti, imponendo tempi troppo ristretti, per consentire a tutti di potersi organizzare al meglio.
Quello che UNCEM auspica è che per un argomento così sensibile e di grande valore, per la vita di tante comunità delle Alpi e degli Appennini, sarebbe stato necessario un coordinamento tra Ministero e organismi territoriali che operano nell’interesse di queste comunità; e, qui sorge spontaneo chiedersi: quali dovrebbero essere questi organismi?
Il presidente Bussone rammenta, infatti, quello che definisce “lo smontaggio” del sistema delle comunità montane, che non è stato sostituito da una valida alternativa, per cui ora “ i Comuni montani sono soli e quelli piccoli ancor di più: la solitudine dei Sindaci, indotta da riforme mai fatte, non si supera con un bando del PNRR, anche considerando che non tutte le Regioni (dopo quello smontaggio) sono riuscite a riaggregare i loro Comuni”

Inoltre, prosegue il Presidente Nazionale di UNCEM, in quel bando, le Comunità montane, le Unioni montane, le Unioni di Comuni esistenti non rientrano, come sarebbe invece logico, tra i candidabili per il finanziamento di un asilo.
Quindi: “Non solo si tagliano fuori i piccoli Comuni, chiedendo loro più lavoro, ma sono escluse le forme aggregative esistenti, che il Dipartimento degli Affari regionali e delle Autonomie della Presidenza del Consiglio, indica in 470, in cui sono comprese proprio quelle Unioni, Unioni montane e Comunità montane.”
E, invece, come già indicato, si è deciso di procedere con la soluzione dei Capofila, ma nei15 giorni indicati dal bando, una aggregazione di Comuni ex novo è impossibile da fare e per di più, il numero dei piccoli comuni montani da aggregare, in tante valli, per il raggiungimento dei parametri minimi richiesti dal decreto, è tale da rendere quell’operazione praticamente una missione troppo difficile da portare a termine per rendere raggiungere l’obiettivo di un servizio congiunto.
La nota del presidente UNCEM si conclude dunque con questa amara constatazione: ” Così strutturato, il bando ci vedrebbe sempre in fondo alle graduatorie, con il risultato che i piccoli comuni resteranno sempre soli e senza asili: per le scuole di montagna, nei piccoli paesi, possiamo fare insieme molto di meglio, Ministro Valditara: ci ascolti, parliamone e dialoghiamo! ”
(*) UNCEM – Unione Nazionale dei Comuni Enti Comunità Montane