Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese: l’analisi di Giuliano Centrodi, Storico dell’Arte Orafa!

12 Agosto 2026 Off Di Redazione online
Giuliano Centrodi –

Siamo nella fase clou della Mostra che si svolge da 56 anni a Guardiagrele, centro d’eccellenza dell’artigianato artistico abruzzese
(1-23 agosto).

Il prof. Centrodi, che è anche Maestro Orafo, considera la Mostra autorevole custode della tradizione della gioielleria abruzzese, e ricorda la Presentosa e la ricerca di una filigrana differente:” Ecco, c’è tanta voglia di apportare delle novità al settore per ottenere il più fine artigianato. Venite a vederla, ne vale davvero la pena”.

Guardiagrele – Vetrina di Bottega Orafa

E’ un edizione che ha riscoperto il piacere di visitare le botteghe artigiane, come tradizione insegna, ed avere un contatto diretto con i maestri.
Un invito autorevole, quello del prof. Centrodi a recarsi a Guardiagrelle, ai piedi della Majella e in pieno fervore artistico.
Giuliano Centrodi è ricordato anche per la sua attività di direttore e conservatore del Museo Unoaerre e curatore scientifico del Museo Orodautore di Arezzo, la sua città natale. Da alcuni anni partecipa alla commissione della Mostra, per la valutazione delle opere nei vari concorsi.

Egli propone una considerazione anche sul tema, scelto quest’anno per le opere dei Maestri e degli Studenti… ” Il tema della rassegna di questo anno l’Armonia, che nell’arte è sempre stata ricercata, nel Rinascimento in particolar modo.

E questo tema emerge tanto nelle opere esposte in questa edizione: dal ferro battuto, all’oreficeria, dalla ceramica alla maiolica al mosaico e in altro ancora. Sono opere d’indiscutibile livello.

Uno scorcio di Guardigrele


Guardiagrele, poi, è una città importante nel settore dell’artigianato, è all’avanguardia e se ne parla dappertutto.
Questa mostra e Guardiagrele aiutano anche a non perdere il cosiddetto “fatto ad arte”, il “fatto a mano”.
È un vero peccato che anche i vecchi Istituti d’arte, che sono diventati tutti Licei artistici, abbiano perso il concetto di manualità, non c’è più chi insegna, anche nell’oreficeria, come si lavora: è rimasta soltanto la progettazione.

Ci vorrebbe una sferzata per il ritorno alla manualità, il motore più importante della produzione orafa. E da Guardiagrele ogni anno parte un messaggio importante per il recupero della tradizione.
Ho sempre lavorato nel settore dell’oreficeria e ai ragazzi di oggi dico: guardate ciò che abbiamo fatto dal Dopoguerra, soprattutto per il gioiello d’artista.
Ma, se valuto le opere che oggi gli studenti realizzano, penso che questo settore abbia comunque un grande futuro: c’è una forte tradizione alle spalle, che non deve morire e le scuole d’arte devono aiutare a conservarla, a tramandarla e a innovarla”.

La Croce opera di Nicola da Guardiagrele, restaurata nel 2018.
E’ custodita nel Museo della splendida Collegiata di Santa Maria Maggiore.

Nella sua analisi, Giuliano Centrodi ha anche ricordato il grande maestro guardiese, Nicola da Guardiagrele
(1385-1462 circa), orafo, scultore e pittore, che dedicò la sua fama di artista quasi esclusivamente all’oreficeria, firmando ostensori, croci processionali, busti-reliquiario, paliotti d’altare, ma anche sculture e dipinti su tavola. «Nicola da Guardiagrele», sottolinea lo storico dell’arte orafa, «è stato un grande artista, e sapeva di esserlo, non soltanto nel panorama artistico dell’Abruzzo del suo tempo, ma anche italiano.
Ricorda, Centrodi, che Nicola come si diceva un tempo, venne a “sciacquare i panni” anche a Firenze nella bottega del Ghiberti e si vede benissimo nei paliotti, in particolare in quello di Teramo, e nelle grandi croci.

“Antonio Paolucci, storico dell’arte, ex ministro, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e direttore dei Musei Vaticani, diceva sempre che Nicola da Guardiagrele era un grandissimo che poteva stare insieme ai grandi artisti fiorentini del Tardo Gotico e del Rinascimento”.