Coldiretti Abruzzo analizza la difficile situazione climatica: siccità, incendi e cosà accadrà, dopo?
13 Agosto 2026
Il Grillo Parlante rischia di non essere subito ascoltato e nel caso delle conseguenze del cambiamento climatico, il Grillo avverte che bisognerebbe iniziare a parlare di come adattarsi alle nuove condizioni, caratterizzate da siccità, seguite da eventi meteo disastrosi. Come cambiare, se deve cambiare, la nostra agricoltura?
Secondo dati, che sono stati elaborati dagli esperti, si prevedono danni complessivi per 3 miliardi di euro!
Intanto, continuano a giungere comunicati che descrivono problemi e previsioni su quello che potrebbe ancora accadere.
Coldiretti Abruzzo ha condiviso una analisi, preoccupante, su questa attuale situazione, caratterizzata da siccità con assenza di piogge da …”100 giorni e lo stress idrico sta mettendo a dura prova le coltivazioni, con conseguenze che si tradurranno in un calo rilevante della produzione. Particolarmente esposte sono le aziende che non possono contare sull’irrigazione e che stanno affrontando una situazione sempre più critica, aggravata dalle temperature elevate”.
In provincia di Chieti, prime evidenze sono le situazioni di stress, subite da vigneti e oliveti.
Questo caldo sta provocando anche conseguenze sulla salute dei lavoratori, e questo è altro motivo di allarme. Ricordiamo che molte Regioni hanno deciso regole per definire gli orari e cosa fare per difendere i lavoratori agricoli e gli altri a rischio, dalle conseguenze dei colpi di calore.

Alessandra Fiore, responsabile comunicazione di Coldiretti Abruzzo, ci rammenta un altro problema da temere, ricordando che all’emergenza siccità si aggiunge l’emergenza incendi: in Sardegna i roghi hanno già devastato migliaia di ettari di pascoli e coltivazioni, causando la perdita di animali, alveari, foraggi e strutture agricole. Complessivamente, dall’inizio dell’anno sono quasi 80.000 gli ettari di boschi e terreni andati in fumo.
La carenza di disponibilità idrica, nei momenti più difficili, ripropone la necessità di provvedere alla realizzazione di invasi e bisogna farlo, affermano i vertici di Coldiretti, con una strategia e un Piano Nazionale: ” Oggi l’Italia riesce a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi. Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti. I bacini, realizzati con materiali naturali e senza l’utilizzo di cemento, sarebbero destinati agli usi civili e agricoli , oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile.

Il piano prevede inoltre il recupero e la piena valorizzazione delle infrastrutture idriche già esistenti. Per affrontare in modo efficace l’emergenza climatica, però, è necessario adottare una strategia complessiva che includa anche la manutenzione dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, così da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche.
L’analisi Coldiretti non fa una grinza, ma pensiamo si debba fare molto di più, nel senso di un cambiamento delle pratiche agricole, per difendersi da quanto climaticamente sta accadendo. Cosa vuol dire? Certo gli esperti avranno idee più chiare; dovranno solo confrontarsi!
P.Trita