PSA – il Commissario Straordinario apre alle associazioni che chiedono più cautela nel contrasto al contagio, ma i tempi sono lunghi e piccoli allevamenti di razze pregiate autoctone sono a rischio!
12 Agosto 2026
Abbiamo già affrontato l’argomento ( link) e proseguiamo con l’analisi che propongono le quindici organizzazioni (*), che hanno incontrato il Commissario Straordinario per la PSA, Giovanni Filippini, lo scorso 7 agosto.
Per sintesi, riassumiamo con questo concetto: le organizzazioni ritengono troppo severi gl’interventi che sono decisi ed effettuati per il contenimento dei contagi. Le organizzazioni ritengono che ad essere più danneggiati sono gli allevamenti estensivi, che in genere sono di medio, o piccola, entità e sono convinte che questa intransigenza l’ordinanza commissariale 4/2026 penalizzi ingiustamente le aziende estensive non è giustificata da evidenze scientifiche ed epidemiologiche, pertanto hanno chiesto di accedere ai dati sui quali il commissario ha impostato la propria strategia.
Ci sembra di aver compreso che le organizzazioni sono invece convinte, e forniscono dati, che i contagi interessano nella maggior parre dei casi i grandi allevamenti intensivi dell’industria. Questo è il passaggio, che troviamo nel loro comunicato:” Secondo EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, dall’inizio dell’epidemia l’80% dei focolai nei suini domestici in Italia ha interessato allevamenti con più di cento capi, stabulati. Dei 44 focolai censiti dagli istituti zooprofilattici nel Nord Ovest, solo due riguardano allevamenti semibradi e altrettanti allevamenti sotto i 50 capi”
l timore è che piccoli allevamenti, che rappresentano il fulcro della qualità, possano essere costretti a cessare la propria attività: che fine faranno i piccoli allevamenti estensivi, biologici e di piccola scala, custodi di un patrimonio di biodiversità, rappresentato dalle razze suine autoctone.
Sta accadendo, infatti, che i criteri di valutazione dei controllori si basino sugli allevamenti intensivi-industriali e così non può essere, pertanto si chiede al Commissario di modificare l’Ordinanza 04/2026.

Il Commissario Straordinario, Giovanni Filippini, nel corso del confronto ha comunicato di prendere in considerazione le richieste delle Associazioni, specificando, però, che bisogna attendere l’esito di quanto sarà deciso dalla task force, che si occuperà dell’analisi degli allevamenti estensivi… Intanto, il tempo passa e razze importanti, come la Cinta Senese, stanno già subendo danni, forse irreparabili.
Le quindici associazioni andranno avanti nella loro mobilitazione ed esprimono anche un’altra perplessità, ponendo questo quesito: ” Perché non si è provveduto a studiare un piano di tutela delle razze autoctone di pregio?”
Oltre alle razza Cinta Senese, sono in situazione di pericolo il Nero di Parma e la Mora Romagnola!
Le conseguenze delle misure anti PSA, come si sa, causano restrizioni anche per i pascoli e le associazioni rammentano che i pastori in transito nelle zone di restrizione, che comprendono ormai buona parte dell’Appennino, dalle province di Cuneo e di Savona al Parmense, alla Lunigiana, alla Garfagnana e fino alle porte di Firenze, dovranno tosare i propri ovini e disinfettare mezzi e animali con prodotti sanitari specifici, che non risultano registrati per uso zootecnico, ma sono adatti solo ad automezzi e superfici.
Per concludere, in attesa delle decisioni dell’apparato commissariale, le associazioni presenteranno, comunque le loro proposte di modifica dell’ordinanza 04/2026, con una revisione e un aggiornamento delle proposte tecniche per la valutazione del rischio e delle checklist, dedicate agli allevamenti estensivi e di piccola dimensione, già trasmesse oltre un anno fa alla struttura commissariale senza riscontro. Vengono imposti abbattimenti preventivi, anche in allevamenti nei quali non sono presenti focolai, ma perché sono di proprietà dello stesso allevatore.
Invece, prima dell’abbattimento, si dovrebbero attuare misure alternative, quali isolamento, sorveglianza rafforzata o quarantena.

(*) Slow Food Italia, FederBio, Legambiente, AssoBio, AIAB, AIAB Emilia-Romagna, AIAB Toscana, AIAB Liguria, La Buona Terra, Veterinari Senza Frontiere Italia, ARI (Associazione Rurale Italiana), RARE (Associazione Razze autoctone a rischio di estinzione), ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi), UCI (Unione Coltivatori Italiani), Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP