Federacma chiede attenzione al senato sul credito d’imposta!
23 Gennaio 2023“Auspichiamo che maggioranza e opposizione votino in maniera unanime gli emendamenti, per non far perdere i benefici del credito d’imposta 4.0,alle imprese, così sostenendo chi continua ad investire in innovazione anche in questo scenario di forte incertezza economica. ”
E’ una parte della dichiarazione del presidente Andrea Borio di Federacma, la Federazione nazionale dei commercianti macchine agricole, che ricorda che sono ben nove gli emendamenti depositati al Senato durante la conversione del Dl Milleproroghe, che puntano a posticipare a fine anno il termine ultimo per la consegna dei macchinari catalogati 4.0.
Accade che La mini proroga al 30 settembre. approvata in Legge di Bilancio, per gli acquisti prenotati pagando almeno il 20% di acconto entro lo scorso 31 dicembre, non sarà risolutiva. I ritardi delle case costruttrici dovuti alle complicazioni della ripresa post-pandemia, aggravati dalle contingenze internazionali provocate dal conflitto russo-ucraino, infatti, non permetteranno ai rivenditori di rispettare la scadenza come, in molti casi, è accaduto per i macchinari acquistati nel 2021 e tuttora non consegnati.
Federacma punta anche ad ottenere un altro risultato: il mantenimento al 40% del credito d’imposta
“Ci sono ben 4 emendamenti che mirano a mantenere invariata la percentuale del beneficio, scesa al 20% nel 2023:. Il Presidente Borio si dice consapevole della difficoltà di trovare risorse nel Dl Milleproroghe, ma è altresì certo che si tratta di una decisione importante che andrebbe a sostenere con convinzione una misura che ha dimostrato rilevante riscontro nel settore agricolo negli ultimi anni”.
Nel 2021, a fronte di una percentuale del credito di imposta pari al 50%, si è registrata l’immatricolazione di 24.835 trattori, in aumento del 36% sul 2020 e tornando ai livelli del biennio 2010-2011. Le immatricolazioni sono scese a poco più di 20.000, lo scorso anno, con una percentuale di beneficio pari al 40%.
Per le due richieste, sembra esserci una discreta apertura che fa ben sperare, in particolare da parte della Commissione Industria e Agricoltura del Senato