UECOOP: in Abruzzo, più di una Cooperativa su 4 è Donna!
8 Marzo 2022
Le donne cominciano a far sentire il peso della loro presenza nel mondo dell’impresa. UECOOP Abruzzo ha diffuso dati che riguardano la gestione delle cooperative, che sono la conferma di questa crescita di presenza e di qualità.
Infatti, in questa regione, il 27% delle cooperative ha governance al femminile e dà occupazione a quasi 5.000 persone. Un dato lusinghiero che si pone al di sopra della media nazionale, con uno scarto di 3 punti percentuali.
Negli ultimi dieci anni, si è registrata una crescita di circa il 7% , eppure ci sono state condizioni difficili, come i momenti di crisi economica e sociale, le pandemie e le tensioni internazionali, che certo non hanno facilitato le cose. I dati di UECOOP Abruzzo sono frutto dell’analisi dell’ Ente Camerale di Milano Lodi e Monza Brianza in occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna.
Il dato, è bene precisarlo, riguarda le Imprese Cooperative, che secondo l’analisi UECOOP garantiscono all’Italia oltre 280.000 a posti di lavoro nei settori più diversi, dai servizi al turismo, dalla logistica alla cultura, dalla salute alle attività socio assistenziali, offrendo a italiane e straniere opportunità di impiego e integrazione nel sistema socio economico nazionale.
In una classifica, tutta femminile, la presenza delle donne delle Cooperative supera quella ai vertici delle amministratrici di impresa, attualmente ferma al 22,7% secondo rilevazioni UNIONCAMERE.
L’anali è positiva, ma sappiamo che le criticità sono ancora troppe e la donna subisce ancora il divario con gli uomini, per tante ragioni: UECOOP ne considera alcune!
Il primo è ancora quello di conciliare gli impegni familiari con il lavoro. La donna è anche madre e per i figli sente la mancanza di un numero adeguato di servizi come gli asili.
UECOOP cita anche un dato sul quale ragionare, che riguarda i genitori: il 73% è costretto a rinunciare al proprio lavoro, volontariamente, proprio per la difficoltà di coniugare lavoro e famiglia e le donne sono quelle, che sopportano di più il peso di questa scelta drasttica.
Al riguardo, vengono citati dati INAIL: lo fa per i figli, il 27% ,per l’assenza di parenti di supporto, e il 7% per l’elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato fra asilo nido e baby sitter e o per il mancato accoglimento dei figli al nido (2%).