Sovranità Alimentare e… Sovranismo: facciamo la differenza!

8 Agosto 2026 Off Di Redazione online

Abbiamo  pensato che le due parole possano essere interpretate non correttamente, soprattutto in questo momento di agitata dialettica, che domina la politica.

Il concetto di Sovranità Alimentare è stato conato nel 1996, in occasione di un convegno della FAO, l’organizzazione dell’ONU, che si occupa delle quotidiane problematiche alimentari, che ci sono nel mondo e con particolare attenzione per la parte più povera: la finalità è trovare soluzioni, che vanno dalla ricerca  scientifica, alla solidarietà internazionale, passando per la sensibilizzazione degli stati, troppe volte distratti da contrasti e conflitti. 

Sovranità Alimentare vuol dire che si riconosce ai popoli e agli stati il diritto  di definire le proprie politiche agricole e di produzione del cibo: è il diritto e potere che dà più vigore e completezza ad un altro concetto, che è quello di Sicurezza Alimentare, che è la possibilità di poter accedere e disporre del cibo sicuro, necessario per la sopravvivenza.

Il Sovranismo è tutt’altro concetto e si basa su una formula, che potremmo definire contraria a quella di globalizzazione: è un pensiero filosofico e politico che rimanda al concetto di identità nazionale, che si esprime con particolare intensità.

Spesso si utilizzano espressioni come sovranismo, per stigmatizzare situazioni non positive, ma accade lo stesso con un altra espressione, che è populismo, nato per esaltare il valore del popolo, in contrapposizione alle classi considerate ingiustamente privilegiate.

Sono parole che possono essere usate come offesa o critica dell’uno, all’altro che è in contrapposizione ideologica e politica.
Ci sarebbe anche demagogia, da analizzare, ma sarà il caso di tornare all’inizio e far comprendere che il concetto di Sovranità Alimentare è solo positivo ed è  stato pensato da La Via Campesina che è un movimento internazionale che riunisce milioni di contadini, braccianti senza terra, popolazioni indigene, pastori, pescatori, braccianti agricoli migranti, piccoli e medi agricoltori, donne rurali e giovani contadini di tutto il mondo.

Il Movimento elaborò questo concetto, come alternativa alle multinazionali, accusate di controllare, imponendo le proprie regole, l’agricoltura e il cibo.

Abbiamo già detto che fu nel corso di un vertice FAO, che si svolse a Roma, nel 1996.