Trattori Veloci/Revisioni Impossibili: comparto in grave difficoltà! Il MIT rimuova gli ostacoli in fretta!
15 Aprile 2026
Ci sono problemi definibili critici, derivanti dalla difficoltà a rendere possibili le revisioni dei trattori agricoli veloci (categoria T-b Direttiva 74/150/CE al Regolamento UE 167/2013 )
Il settore chiede un intervento urgente al Ministero dei Trasporti, per evitare il blocco operativo delle imprese.
Le organizzazioni Confagricoltura, CIA-Agricoltori Italiani, Copagri, CAI AGROMEC, UNCAI e FEDERACMA, hanno inviato un documento al Direttore Generale della Motorizzazione, dott. Gaetano Servedio.
Le difficoltà sono riferite alla complessa applicazione del decreto del 25 novembre 2025, che ha definito le linee guida per i controlli tecnici sui trattori a ruote con velocità superiore a 40 km/h, mezzi sempre più diffusi e strategici per l’agricoltura moderna e per i processi legati all’Agricoltura 4.0. Questo decreto chiede che siano rispettati tempi giudicati troppo ristretti, per consentire agli operatori di adeguarsi, sotto il profilo tecnico e organizzativo. A questo si aggiungono scadenze ravvicinate, come quella del 30 giugno 2026, per i trattori immatricolati tra il 2017 e il 2019, che rischiano di mettere in difficoltà migliaia di imprese.

Analizziamo le criticità, iniziando dall’ incertezza dei centri privati autorizzati (ex 870), che, pur avendo in linea teorica i requisiti per effettuare le revisioni, non agiscono, per mancanza di indicazioni chiare e dei dubbi sulla sostenibilità degli investimenti, richiesti per le nuove attrezzature.
Inoltre, molte sedi territoriali della Motorizzazione Civile non accettano ancora le prenotazioni, nonostante le richieste degli operatori, e non risultano attivate ricognizioni per individuare i centri pronti ad adeguarsi. Una situazione che, secondo i firmatari, evidenzia anche la necessità di una formazione specifica del personale tecnico coinvolto.
La prima, immediata conseguenza è che i proprietari dei trattori veloci, che sono mezzi ad alta tecnologia, talvolta acquistati con importanti investimenti e piani di ammortamento in corso, si trovano nell’impossibilità di adempiere agli obblighi di legge, con il rischio di subire un “fermo burocratico”, che potrebbe impedire la circolazione su strada e l’utilizzo operativo dei mezzi, con ricadute dirette sull’attività agricola e aeromeccanica.

Le organizzazioni chiedono indicazioni chiare agli Uffici della Motorizzazione, affinché possano accettare le prenotazioni tramite il modello TT 2100; chiedono anche una procedura transitoria che consenta alle imprese, una volta presentata la richiesta di revisione e pagati gli oneri previsti, di continuare a operare fino alla convocazione; chiedono che sia disponibile una mappatura dei centri privati disponibili o intenzionati ad adeguarsi, così da fornire indicazioni certe agli operatori del settore e rendere effettivamente accessibile il servizio su tutto il territorio nazionale.
Ultima ed importante richiesta è quella di evitare che vengano comminate sanzioni nei confronti degli utenti che, pur avendo adempiuto agli obblighi formali, risultano impossibilitati a effettuare la revisione, per cause che non dipendono dalla loro volontà, almeno fino a quando il sistema non sarà pienamente operativo.
Le organizzazioni chiedono sollecito riscontro e anche un tavolo di confronto per la più rapida soluzione dei problemi descritti.
La notizia è riferita ad una nota stampa di FEDERACMA, che è la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio.