{"id":3565,"date":"2022-11-02T18:41:53","date_gmt":"2022-11-02T17:41:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/?p=3565"},"modified":"2022-11-11T09:44:29","modified_gmt":"2022-11-11T08:44:29","slug":"rgv-fao-programma-di-conservazione-valorizzazione-delle-risorse-genetiche-vegetali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/3565","title":{"rendered":"RGV FAO &#8211;\u00a0 Programma di\u00a0 Conservazione Valorizzazione delle Risorse Genetiche Vegetali!"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/crea.agobiodiv-frutticola-1024x860-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3568\" width=\"448\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/crea.agobiodiv-frutticola-1024x860-1.jpg 800w, https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/crea.agobiodiv-frutticola-1024x860-1-300x252.jpg 300w, https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/crea.agobiodiv-frutticola-1024x860-1-768x644.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/creafuturo.crea.gov.it\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/creafuturo.crea.gov.it\/\"><strong>Immagine dal sito CREAFUTURO<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un lavoro certosino per garantire&nbsp; l\u2019alimentazione e salvaguardare la buona agricoltura, coordinato dal CREA In primo piano, Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura (OFA).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un progetto, finanziato dal MIPAAF&nbsp; ed \u00e8 l&#8217;azione che il nostro Paese ha messo in campo,&nbsp; come implementazione del Trattato FAO sulle risorse fitogenetiche &#8211; Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche Vegetali per l\u2019alimentazione e l\u2019agricoltura (ITPGRFA),&nbsp; che coinvolge 10 centri di Ricerca del CREA, il CNR e la Rete Semi Rurali, un\u2019associazione attiva nella conservazione e nell\u2019uso sostenibile delle risorse genetiche vegetali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scopo \u00e8 quello di raccogliere, catalogare, conservare, valorizzare e scambiare le risorse genetiche vegetali, che vengono poi caratterizzate per individuare quei geni utili al&nbsp; miglioramento genetico o&nbsp; che abbiano rilevanza strategica per la specie, in un\u2019ottica di sostenibilit\u00e0 e salvaguardia dell\u2019ambiente, con riferimento agli obiettivi previsti dall\u2019Art. 5 del Trattato FAO).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le preziose informazioni raccolte in diciotto anni di attivit\u00e0 sono disponibili in un data base, denominato&nbsp;PlantaRes,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">che rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza alimentare globale e lo sviluppo sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Si tratta, infatti, di una fonte inesauribile di geni utili: spesso si tratta di quelle variet\u00e0 considerate obsolete per la coltivazione, perch\u00e9 poco produttive e\/o carenti per caratteri fondamentali, ma ci sono anche&nbsp; quelle specie affini, non coltivabili (Crop Wild Relatives CWR), che invece risultano preziose, perch\u00e9 al loro interno possono portare fattori importanti per contrastare nuovi o vecchi problemi, come i cambiamenti climatici in atto o la resistenza a nuovi e vecchi patogeni<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E&#8217; una risorsa, fondamentale per garantire la produzione di cibo a una popolazione mondiale in crescita con sempre meno risorse disponibili. Tutto ci\u00f2 \u00e8 possibile solo studiando e individuando, all\u2019interno delle risorse genetiche, quei fattori di pregio da trasferire successivamente alle variet\u00e0 moderne con il miglioramento genetico sia tradizionale che con le nuove tecnologie genomiche (NGT o TEA).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per meglio comprendere, Ignazio Verde, Dirigente di Ricerca CREA Centro Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, spiega che in tema di risorse genetiche non adatte alla coltivazione e utilizzate per scopi di miglioramento genetico,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ad esempio si fa riferimento a specie affini di Vitis resistenti a peronospora e oidio. Queste risorse, scadenti dal punto di vista organolettico, hanno consentito l\u2019ottenimento di nuove variet\u00e0 resistenti attraverso incrocio e selezione. La possibilit\u00e0 di modificare gli stessi geni per via biotecnologica (NGT o TEA) permetterebbe di dotare le variet\u00e0 tradizionali (ad esempio Pinot, Sangiovese, Catarratto, Nero d\u2019Avola) degli stessi fattori di resistenza salvaguardando allo stesso tempo la sostenibilit\u00e0 della viticoltura, le tradizioni e l\u2019economia legate a questi vitigni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maggiori info sul programma RGV FAO: La ricerca per l\u2019agrobiodiversit\u00e0: il programma RGV FAO e l\u2019impegno del CREA | CREA futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per concludere, ricordiamo il lavoro svolto in questi lunghi anni:<br>Conservazione, rinnovamento (innesti e nuovi impianti per le specie arboree) e ringiovanimento (moltiplicazione del seme conservato per le specie erbacee da seme) delle risorse genetiche vegetali; circa 80 mila accessioni, 257 specie coltivate per alimentazione umana e animale e 244 specie selvatiche affini, censite e conservate durante l\u2019intera durata (18 anni) del programma, che si \u00e8 ufficialmente concluso lo scorso 12 ottobre 2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un lavoro certosino per garantire&nbsp; l\u2019alimentazione e salvaguardare la buona agricoltura, coordinato dal CREA In primo piano, Olivicoltura, Frutticoltura e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-3565","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3565"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3565\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3569,"href":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3565\/revisions\/3569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricolturaoggi.com\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}