Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale: i dati dai territori interessati.
1 Aprile 2026
Complessivamente, come già riferito in altro articolo, la situazione si può definire migliorata, sia per quanto riguarda la risorsa idrica potabile, sia per quella irrigua. Le regioni di riferimento sono sette, alcune sono interamente nella competenza dell’Autorità e sono Basilicata Calabria Campania Molise Puglia, le altre due, Abruzzo e Lazio, solo in parte.
Per l’Abruzzo, i bacini, Liri-Garigliano e aree collegate e per il Lazio, porzioni dei bacini Liri-Garigliano e Volturno.
Nella seduta dell’Osservatorio, tenutasi il 30 marzo 2026, sono stati ufficializzati i rapporti sulle disponibilità idriche monitorate ed ecco lo schema che ne deriva.
Premessa: In generale, emerge che il grado di severità idrica nei diversi comparti ha subito nel complesso un significativo decremento. Il Grado di Severità è indicato, in progressione, come basso, medio, alto!
Per quanto riguarda il comparto potabile, i territori che presentano uno stato di “severità idrica media” sono: il Lazio e la provincia di Chieti (Abruzzo), mentre per il restante territorio del Distretto si rileva uno stato di “severità idrica media”, sebbene permanga lo stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria e per lo schema Basento-Camastra-Agri di prossima scadenza.
Anche il comparto irriguo beneficia di un miglioramento delle condizioni di disponibilità: sono caratterizzati da condizioni di “severità idrica media” i comprensori irrigui serviti dagli schemi del Fortore e dell’Ofanto, mentre tutto il resto del territorio distrettuale è in condizioni di “severità idrica bassa”.

Condizioni di criticità negli invasi e negli schemi idrici
Dalle analisi sui principali sistemi idrici emergono le seguenti situazioni:
Basilicata – Sistema Acque del Sud (Monte Cotugno e Pertusillo): buon recupero di risorsa, con una disponibilità al 27/03/2026 di circa 352 Mm³ ed una situazione di surplus, pari a ca. 150 Mm³ rispetto al periodo omologo del 2025.
Basilicata e Campania – Puglia
Schema Ofanto (Conza della Campania, Saetta, San Pietro Osento, Marana Capacciotti e Locone): disponibilità attuale di circa 120 Mm³, con un surplus di circa 40 Mm³ rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Permane una condizione di contenuta criticità per gli invasi di Marana Capacciotti e S. Pietro.
Schema Sele–Calore (Sorgente Sanità e Gruppo Cassano Irpino): i dati acquisiti consentono di rilevare un deficit di portata rispetto alla media storica di ca. 280 l/s, per le sorgenti di Cassano Irpino e di circa 400 l/s per la sorgente

Sanità di Caposele, con valori della media di marzo non molto lontani da quelli del 2017, anno particolarmente siccitoso. Le portate medie disponibili, aggiornate al 19 marzo, si attestano a 3131 l/s per la Sorgente Sanità, con un surplus di 150 l/s, rispetto al periodo omologo dello scorso anno, e a 2709 l/s per il gruppo di Cassano Irpino, con un surplus di 967 l/s rispetto al periodo omologo dello scorso anno.
Molise – Puglia – Schema Fortore (Occhito e Celone): i dati acquisiti registrano una disponibilità attuale di circa 108 Mm³, con un surplus di circa 53 Mm³ rispetto allo stesso periodo 2025. Risulta necessario proseguire nel monitoraggio costante della risorsa ai fini della programmazione.
Campania – nel complesso per gli schemi idrici regionali si riscontra un complessivo miglioramento, con criticità localizzate essenzialmente connesse a problematiche infrastrutturali. Nel dettaglio, gli schemi di approvvigionamento di ABC (Napoli e provincia), per le sorgenti Acquaro-Pelosi presentano una disponibilità al 23/03/2026 di 1014 l/s con un surplus di 718 l/s rispetto al periodo omologo del 2025, mentre per la sorgente Urciuoli la disponibilità nella stessa data è pari a 1433 l/s, con un surplus di 84 l/s rispetto allo stesso periodo del 2025.

Abruzzo – Per quanto attiene gli schemi dell’Abruzzo, l’Area del Fucino (sub-Marsicana) è in “severità idrica bassa”, mentre le aree del chietino presentano una “severità idrica media”; per le sorgenti Liri e Verrecchie la disponibilità al febbraio 2026 è pari a 435,08 l/s con un surplus rispetto al periodo omologo del 2025 di circa 22 l/s, mentre per le Sorgenti Rio Sonno, con una disponibilità di 285,11 l/s, il surplus è di 155,11 l/s rispetto allo stesso periodo del 2025.
Per le sorgenti di Ferriera e Pulciara si registra una disponibilità di 222,68 l/s presentando un surplus di 13,83 l/s sul periodo omologo 2025; la Sorgente Pantaneccia presenta una disponibilità di 87,98 l/s ed un surplus allo stesso periodo del 2025 di 4,60 l/s; infine la disponibilità alla Sorgente S.S. Martiri di 161 l/s rileva un surplus rispetto all’omologo periodo del 2025 di 19 l/s.

Lazio – Per gli schemi del Lazio si riscontra un complessivo miglioramento della condizione di disponibilità, con una severità idrica valutabile nell’insieme come «media» per il territorio dell’ATO 5 Frosinone. Per questo areale, in base ai dati pluviometrici e climatici aggiornati, il quadro della disponibilità idrica ha subito una variazione significativa nel breve termine, pur mantenendo criticità strutturali. Infatti, nonostante i cospicui apporti pluviometrici registrati nel corso del mese di gennaio 2026, caratterizzati da eventi di elevata intensità che hanno superato le medie stagionali, le diffuse condizioni di deficit idrologico di lungo termine non possono ritenersi superate.
Nel dettaglio, si registra un surplus di 91,37 l/s rispetto al febbraio 2025 per la sorgente di Capofiume, che presenta al febbraio 2026 una disponibilità di 307,87 l/s. La sorgente Val San Pietro registra una disponibilità di 48,87 l/s ed un lieve surplus di 0,27 l/s rispetto allo stesso periodo del 2025; Cippone – Collelungo con una disponibilità di 78,06 mostra un surplus di 1,16 l/s rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed infine Madonna di Canneto registra un surplus di 5,43 l/s rispetto allo stesso periodo del 2025, con una disponibilità attuale di 254,03 l/s.
Calabria – Per l’Area Calabrese, si registra un complessivo recupero della disponibilità, tanto per le fonti SORICAL quanto per il sistema Arvo-Ampollino, con un livello di severità idrica «basso» per il territorio regionale, pur registrando il permanere dello stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria. Gli invasi presentano situazioni di surplus di risorsa rispetto allo stesso periodo dell’anno 2025: la diga del Menta, con una disponibilità al 26 marzo 2026 pari a 17,3 Mm³, presenta un surplus di 5,43 Mm³; la diga dell’Alaco mostra un surplus di 10,01 Mm³ con disponibilità pari a 25,72 Mm³; per le dighe Arvo, Ampollino e Passante si registrano, rispettivamente, disponibilità pari a 34,58 Mm³ (surplus di 10,5 Mm³ rispetto al 2025, stesso periodo), 50,54 Mm³ (surplus di 23,73 Mm³ rispetto all’omologo periodo 2025) e 26,26 Mm³ (surplus di 10,64 Mm³ rispetto al periodo omologo 2025).

Basilicata- Per quanto attiene gli schemi idrici Lucani si conferma un complessivo recupero di disponibilità sul territorio regionale, sebbene non siano stati trasferiti dati aggiornati da parte del gestore; la severità idrica risulta «bassa» pur permanendo lo stato di emergenza, di prossima scadenza, per lo schema Basento-Camastra, per il quale si riscontra un significativo incremento della disponibilità all’invaso rispetto allo stesso periodo del 2024, anche per effetto degli interventi realizzati dal CommissarioStraordinario di Governo (art. 1, comma 154, L. 145/2018)/Segretario Generale. Per quanto attiene la Diga del Camastra va rilevata una disponibilità al 27/03/2026 di 11,92 Mm³ (surplus di 1,22 Mm³ rispetto allo stesso periodo del 2025).
L’Abruzzo è inserito in più distretti: quello già citato dell’ Appennino Meridionale fino al bacino idrografico del fiume Sangro e le aree meridionali. Quello dell’Appennino Centrale (Bacino distrettuale), per la parte interna della regione, incluse le catene principali come il Sirente-Velino e i monti della Laga, e fino alla Valle dell’Aterno. Il versante costiero dell’Adriatico interessa anche la parte collinare e interessa i torrenti e i fiumi Vomano e Pescara.
Come non far riferimento anche al Molise, un tempo legata all’Abruzzo, come unica Regione: le Sorgenti del Biferno hanno fatto registrare un buon delle fonti, evidenziando un positivo grado di severità idrica – basso, con una disponibilità al 24 marzo 2026 di 4249 l/s con un surplus di risorsa rispetto allo stesso periodo del 2025 di 2270 l/s ( litri al secondo)