Filiera del Gelato Confezionato: Obiettivo 100% Sostenibilità. Il lavoro dell’Istituto del Gelato Italiano!
5 Marzo 2026
La filiera del gelato confezionato, è in un momento di grande rilievo, per la genuinità e sicurezza a difesa del consumatore. E’ stato realizzato uno studio approfondito che ha riguardato “Le Performance ambientali nella produzione del gelato confezionato in Italia”; è una ricerca commissionata dall’Istituto del Gelato Italiano (IGI) ad Ergo S.r.l, società spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Finalità della ricerca è stata la raccolta dati, relative alle performance ambientali del comparto, per meglio valorizzare le buone pratiche già in uso.
A questa ricerca hanno aderito le aziende aderenti all’Istituto del Gelato Italiano, che rappresentano il 90% della produzione nazionale annua di gelato confezionato.
L’analisi ha consentito di documentare che l’impatto ambientale più rilevante nella produzione del gelato confezionato sono l’approvvigionamento delle materie prime, la produzione e il packaging; la ricerca ha utilizzato tre indicatori: il consumo di risorse minerarie e metalliche, l’uso del suolo e il cambiamento climatico legato alle emissioni di gas a effetto serra.

In questa nota stampa, inviata dall’Istituto del Gelato Italiano, si evidenziano gli aspetti positivi, che riguardano l’impiego del 70% del latte di origine italiana. Un risultato significativo, che l’Istituto considera notevole, perché il raggiungimento del 100% di latte italiano sarebbe reso complesso da limiti strutturali legati alla scala produttiva e alla continuità delle forniture.
Per quanto riguarda altre materie prime utilizzate, si evidenziano i dati di Cacao e Olio di Palma:
La percentuale di cacao da coltivazione certificata sostenibile è pari al 98,5% (Rainforest Alliance, UTZ, Altromercato, Fairtrade). Riguardo, invece, all’olio di palma, quando non è stato possibile sostituirlo, viene utilizzato esclusivamente olio certificato al 100% secondo lo standard RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil), che definisce criteri minimi in materia di tutela delle foreste e delle aree ad alto valore di conservazione.
C’è poi il caffè: l’analisi ha dimostrato che la percentuale di materie prime certificate si attesta intorno alla metà dei volumi utilizzati (51%): il percorso di qualificazione delle forniture risulta quindi avviato in modo evidente e mostra un potenziale di sviluppo.

Un dato estremamente positivo riguarda gli imballaggi: il 91% del packaging utilizzato dalle aziende è stato dichiarato riciclabile secondo i criteri di raccolta italiani.
Quasi la totalità degli imballaggi, infatti, è stata progettata per essere compatibile con i flussi di riciclo effettivamente disponibili.
Inoltre, si evidenza la predominanza di imballaggi monomateriale, che possono facilitare la gestione del fine vita: Il 72% delle confezioni sono fatte solo di carta ed oltre il 53% della carta utilizzata è riciclata.
Particolarmente significativo è stato, infatti, il lungo lavoro svolto negli anni passati dal comparto per passare da involucri in plastica a soluzioni in carta, anche per prodotti tecnicamente complessi come i gelati, che devono resistere a lungo nei freezer. Questo rappresenta un segnale di attenzione “a monte”, perché integra requisiti di fine vita già nella selezione delle soluzioni di imballaggio e non solo nella scelta delle singole materie prime.

Ed eccoci all’Utilizzo dell’Energia per la produzione: la ricerca ha dimostrato che c’è molta attenzione degl’imprenditori, che riescono ad utilizzare quasi il 50% dell’elettricità, che proviene da fonti rinnovabili, con certificati di Garanzie di Origine (GO) o viene autoprodotta da impianti fotovoltaici.
Quando l’utilizzo dell’energia elettrica non basta, si compensa con l’utilizzo di impianti di cogenerazione che, pur utilizzando una fonte non rinnovabile come il gas naturale, consentono la produzione combinata e ad alta efficienza di energia elettrica ed energia termica (calore e freddo, mediante vapore), con un recupero di energia che altrimenti verrebbe dispersa.
Il Futuro della Filiera: fornitori controllati, decarbonizzazione, riutilizzo dei sottoprodotti alimentari ed ecodesign.
Aumento progressivo del peso di ingredienti provenienti da filiere certificate e adottare Codici di condotta fornitori: questionari strutturati e richieste di documentazione a garanzia di una corretta gestione ambientale.
Innovazione di Prodotto
Si sta lavorando per sostituire, in modo parziale o totale, il latte vaccino con bevande vegetali, come mandorla, soia, avena, cocco o pisello. Secondo i dati disponibili, tali alternative possono ridurre l’impronta climatica della produzione di gelati fino a circa il 20%.
Innovazione e Tradizione
E’ certamente da segnalare l’impegno dell’Istituto di utilizzo di ingredienti locali e di gusti legati ai territori, come ulteriore leva per ridurre l’impatto ambientale e rafforzare il legame con le filiere agricole italiane.
Tutte le novità sostenibili sulle quali si sta lavorando implicano sfide tecniche e operative significative, tra cui la necessità di innovare senza compromettere la qualità sensoriale del prodotto.

La ricerca ha valutato anche il riciclo di sottoprodotti, che altrimenti sarebbero destinati allo smaltimento, come rifiuti: si fa riferimento a residui di miscele, coni e biscotti danneggiati, gelato in eccesso nelle linee: sono destinati ad altre filiere, ad esempio quelle per la produzione di mangimi o di biogas.
Per concludere, questa analisi tiene conto anche del consumatore, al quale dedicare una migliore comunicazione, con etichette più dettagliate, ricorrendo anche a strumenti digitali come QR code informativi e iniziative mirate nei punti vendita.