I Venti di Guerra alzano i prezzi dell’energia, dei carburanti e dei fertilizzanti!
5 Marzo 2026
Strisciante è la preoccupazione che qualche aumento, così tempestivo sia ingiustificato, ma tant’è è bisogna ancora una volta prendere atto che stiamo in piena crisi bellica, tra quello che continua ad accadere tra Russia e Ucraina e il Medioriente, mai in pace. Riuscirà il Governo ad intervenire con decisione, per tenere sotto controllo questa situazione? Chissà!
Coldiretti parla di shock energetico per l’agroalimentare e per le famiglie italiane con un impatto pesante sui costi di produzione. Si teme un incremento del +49% dei fertilizzanti e del +66% per l’energia.
In questo momento d0incertezza, Coldiretti torna su alcune delle più significative battaglie, per la salvaguardia della produzione agroalimentare europea: assicurare che le risorse vadano agli agricoltori veri, e consolidare i risultati ottenuti con le mobilitazioni di Coldiretti che hanno consentito, grazie anche all’impegno del Governo italiano, di recuperare 10 miliardi della PAC, rispetto ai tagli proposti dalla Commissione Ue.

CIA Agricoltori Italiani ritiene che stia crescendo la preoccupazione per i ritardi e le difficoltà di approvvigionamento e il presidente Cristiano Fini si rivolge al governo, perché riveda subito le sue scelte politiche e cambi passo, a partire dal Dl Bollette, che è in discussione in Parlamento: si può invertire la rotta a sostegno dei costi energetici agricoli e della transizione green nazionale. Il Dl Bollette può essere davvero di visione di fronte a un cotesto incerto e che negli ultimi giorni si è ulteriormente e drammaticamente aggravato. Servono misure straordinarie e immediate contro il caro-bollette e a salvaguardia della produttività agricola.
CIA mantiene la stessa linea anche sull’aumento costi, previsto per i prodotti, come i fertilizzanti:” Il governo deve sollecitare l’Europa, per un intervento rapido sulla disponibilità di fertilizzati, che in buona parte transitano da Hormuz, ribadendo un vincolo pericoloso con quelle aree di guerra, come Russia e Bielorussia.”
Ricordiamo che lo Stretto di Hormuz divide la Penisola Arabica dalle coste dell’Iran, e mette in comunicazione il Golfo di Oman a sud-est, con il Golfo Persico ad ovest. Il blocco dello Stretto sta già alimentando grandi preoccupazioni.

A queste preoccupazioni, almeno per quanto l’Abruzzo, si aggiungono le criticità legate alla disponibilità del gasolio agevolato, infatti diverse aziende segnalano forniture contingentate o consegne rallentate, proprio in un momento cruciale per le attività stagionali: CIA Chieti Pescara parla di un aumento del gasolio agevolato, fino a quota 1,20 euro al litro.
Il rincaro del carburante incide su ogni fase dell’attività produttiva: dalle lavorazioni in campo all’irrigazione, dal trasporto delle merci alle operazioni di contoterzismo. Il risultato è un aumento generalizzato dei costi di produzione che rischia di trasferirsi lungo tutta la filiera agroalimentare, con inevitabili conseguenze anche sui prezzi al consumo. Una riflessione in tal senso, viene proposta insieme da CIA Chieti Pescara e Confagricoltura Chieti.
Domenico Bomba, presidente Cia Chieti-Pescara, “Non si tratta solo di un problema congiunturale: rischia di compromettere la sostenibilità economica delle aziende e di spingere verso l’alto i prezzi dei prodotti alimentari. Servono misure urgenti per calmierare i costi e contrastare le speculazioni.”
Mauro Lovato, Presidente Confagricoltura Chieti, “Senza interventi tempestivi, molte aziende potrebbero ridurre le attività o rinviare investimenti, con effetti negativi sull’occupazione e sulla competitività del settore.”