Confcooperative – Fedagripesca Toscana: c’è un modello di olivicoltura da preferire?

30 Gennaio 2026 Off Di Redazione online

Da quanto leggiamo nella nota, la situazione descritta sembra ideale, caratterizzata dalla coesistenza di due modelli produttivi distinti: quello tradizionale delle aree collinari e quello più moderno e meccanizzato sviluppatosi soprattutto lungo la fascia costiera. Una buona cosa, senza dubbio, ma allora qual è la preoccupazione ?
L’Organizzazione ritiene che questi modelli rappresentino la concreta e consistente trasformazione del settore olivicolo del territorio e richiede politiche differenziate e strumenti, adeguati per garantire la sostenibilità economica e sociale del settore, per scongiurare l’abbandono.

Per approfondire, ci affidiamo ancora alla descrizione di FEDAGRIPESCA: “Nelle zone collinari,  prevalgono oliveti storici, spesso allevati a vaso policonico, con piante adulte o secolari e costi di gestione elevati, difficilmente compatibili con le attuali condizioni di mercato. Al contrario, nelle aree costiere si sono affermati impianti semi-intensivi e intensivi, progettati per la meccanizzazione e l’impiego di tecnologie di precisione, in grado di garantire maggiore competitività. “on si tratta di scegliere tra tradizione e innovazione, ma di riconoscere che l’olivicoltura regionale non è uniforme e non può essere affrontata con un unico modello.
E, allora, stringendo, a cosa punta Confcooperative – Fedagripesca Toscana? Affermare il ruolo del sistema della cooperazione, per conseguire obiettivi, che sono: condivisione dei servizi, attrezzature e competenze rappresenta, quale  una leva fondamentale per ridurre i costi di gestione e consentire anche alle aziende più piccole di restare attive sul mercato”. E’ cosa buona e giusta!