Gambero Rosso/Guida Ristoranti 2026 premia Cinzia Mancini con il “No Waste Food”

22 Ottobre 2025 Off Di Redazione online

Per la guida dei ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso, Bottega Culinaria di San Vito è uno dei ristoranti più sostenibili d’Italia. L’importante rivista specializzata ha conferito alla cuoca Cinzia Mancini il premio “No Food Waste”.

Continua l’esagerato utilizzo di espressioni anglofone, ma la sostanza è che la giovane cuoca della Costa dei Trabocchi sa proporre prelibatezze, impegnandosi nel ridurre al massimo gli sprechi: evitare di produrre troppi scarti, che diventano rifiuti!

E’ l’unico ristorante in Abruzzo ad aver ricevuto le forchette verdi dal
Gambero Rosso, assegnazione ai locali dove la sostenibilità ambientale rappresenta l’essenza di tutto il lavoro.


E’ un modo d’essere, che andrebbe divulgato con particolare attenzione e impegno.
Significa saper fare la spesa, ridurre le cose da scartare nel cibo da preparare, quindi avere idee chiare su come rendere tutto razionale.
La preparazione di un buon pranzo o di una buona cena passa anche attraverso una innovativa concezione di ciò, che no si può proprio fare a meno da eliminare in un ortaggio, o di un altro qualsivoglia alimento.

Ricordate la frase: tutto fa brodo?  Prima di scartare qualcosa, si sappia trovare in che modo lo si possa utilizzare, per realizzare un cibo gustoso che potrebbe rivelarsi speciale.

Cinzia Rossi, nella sua Bottega Culinaria, fa proprio questo e il Gambero Rosso, che certamente è realizzato con il contributo di giornalisti di settore, molto esperti, ha saputo riconoscerne i talento e ha voluto premiarla nella serata romana nel The Space Cinema Moderno, lunedì 20 ottobre 2025.

Nella nota stampa della giornalista  Eleonora Lopes, Cinzia così descrive il senso del proprio quotidiano impegno:

“Per noi il concetto di scarto è oggetto di riflessione e rispetto dell’ingrediente, del produttore e del territorio che lo ospita. Naturalmente la nostra attitudine all’approfondimento e ricerca, ci conduce molte volte in dimensioni sconosciute e questo ci diverte molto. Si studia scientificamente e culturalmente l’ingrediente modificandone la prospettiva”.