BIO – Insieme si cresce di più? Provare per credere!
4 Luglio 2024
AssoBio Consorzio ‘Il biologico’ hanno sottoscritto una lettera d’intenti per provare la migliore valorizzazione possibile per le produzioni sostenibili.
Lapresidente di AssoBio, Nicoletta Maffini, considera l’impresa come premessa per un futuro accordo che potrebbe garantire un incremento di presenze a b2b e più opportunità di marketing”
Questa,inveve, la dichiarazione di Massimo Monti, presidente del Consorzio: “Firmiamo questa lettera d’intenti per provare a mettere insieme le risorse che ci sono e dare una spinta”
Il costo più alto rispetto ai prodotti tradizionali è ancora un ostacolo per molti consumatori all’acquisto di prodotti biologici. Per questo AssoBio, l’associazione che riunisce olre 130 imprese italiane del settore biologico, torna a chiedere al governo una riduzione dell’Iva su alcuni prodotti e il credito di imposta sulle certificazioni.
“Il prodotto biologico è conservativo, ‘guarisce’ il pianeta. Chiediamo che lo stato richieda unIva più bassa almeno sul fresco e sul baby food. Saremmo contenti se un’Iva agevolata fosse riconosciuta su tutto il prodotto biologico che è sicuramente quello migliore per la salute del pianeta e delle persone”, spiega la presidente Nicoletta Maffini, che, in occasione dell’assemblea dei soci di AssoBio, ha avanzato la richiesta direttamente al sottosegretario alle Politiche agricole, Luigi D’Eramo, collegato in videoconferenza con l’assise dell’associazione. “Si tratterebbe di un supporto concreto per rilanciare i consumi. I valori del biologico sono in ripresa, ma volumi non sono positivi. Chiediamo attenzione su temi che potrebbero essere una svolta per le aziende”, sostiene Maffini. “Il governo si è impegnato già nei mesi scorsi con alcuni azioni politiche che tengono a valorizzare i territori, dalle legge sul biologico al sostegno delle imprese di montagna e collina. Quello che chiediamo è che si faccia di più sull’aspetto economico, che le aziende possano scaricare con il credito di imposta i costi delle certificazioni, che sono costi assolutamente dovuti”