Nutri Score: i Grandi Produttori di Formaggi DOP Italiani dicono No, perché Ingannevole!
15 Marzo 2022
Affermare che piatti simbolo della tradizione italiana rischiano di scomparire, forse è eccessivo, ma è certo che un’etichetta che identifica in negativo un prodotto, sempre considerato d’eccellenza e genuino, sarebbe una vera e propria iattura. Il Nutriscore è ora il “nemico da abbattere”: il bollino menagramo, che potrebbe incutere timore nei consumatori, a livello internazionale, e privarli del desiderio di acquistare, uno squisito olio extravergine d’oliva, o un prosciutto o un formaggio dop. Proviamo ad immaginare cosa potrebbe accadere se passasse il Nutriscore, sistema francese di etichettatura! Non siamo lontani dal momento cruciale, in cui l’Europa dovrà decidere:sì o no al Nutriscore e le forze in campo sono in agitazione, già da molto tempo, ma ora la temperatura sta salendo!
C’è un comunicato, in cui l’associazione formaggi dop, lancia l’allarme: l’Associazione è AFIDOP che con il sostegno dei Consorzi di Tutela dice no al Nutri-Score, rivolgendosi alle Istituzioni.
Per AFIDOP, questa etichetta a semaforo, attribuendo un colore “sfavorevole” a prodotti come formaggi, ne disincentiva il consumo e dà informazioni limitate e fuorvianti ai consumatori.
Essi aggiungono che c’è anche una palese incoerenza, tra il giudizio di Nutriscore e la validità e qualità riconosciuta alla Dieta Mediterranea, considerata anche nel 2022 la migliore al mondo, da US News & World Report in una classifica di 40 stili di vita alternativi e dal 2010 Patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO), che ha in questi alimenti un “ingrediente” fondante, da sempre.
I produttori di grandi formaggi, dunque, temono che soprattutto quelli, che sono considerati portabandiera dell’Italia nel mondo, finiscano nel mirino del Nutri-Score: Asiago DOP, Gorgonzola DOP, Grana Padano DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP, Parmigiano Reggiano DOP e Pecorino Romano DOP, solo per citarne alcuni, che Nutriscore classificherebbe con il colore arancione e la lettera D – in una scala colorata, da verde scuro a rosso, e con delle lettere, da A a E, per indicare quanto un alimento sarebbe sano o da evitare.
Confidando nel buon senso di tutti, pure il timore di ripercussioni forti è più che giustificato e si comprende perché questi grandi produttori considerino Nutri-Score un sistema ingannevole per il consumatore ed esortano il decisore pubblico a fare muro contro l’attuazione di questa proposta”.
Dichiarazioni
Antonio Auricchio, presidente di AFIDOP – Sosteniamo e promuoviamo informazioni corrette e complete al consumatore per una alimentazione sana ed equilibrata. Nutri Score utilizza strumenti fuorvianti che tolgono valore all’immagine delle DOP e disincentivano il consumo dei nostri piatti banalizzando i valori nutritivi dei nostri prodotti
Davide Oldani, chef stellato e Ambasciatore della cucina italiana nel mondo, “La cucina è armonia quando nutre e fa bene, è basata sulla stagionalità e sulla varietà, è amica del territorio e ne rispetta le radici culturali. I formaggi facevano parte della dieta dei nostri antenati e non dovrebbero mancare neanche in quella dei nostri figli. Dietro ogni formaggio DOP c’è un patrimonio enogastronomico fatto di tradizioni, persone, territori e clima unici al mondo per peculiarità. Penalizzando i formaggi certificati, il Nutri-Score mette a rischio ricette dove la presenza dell’ingrediente è caratteristica essenziale, sia a casa che al ristorante.”
Riccardo Deserti, Presidente di OriGIn, l’Organizzazione internazionale delle Indicazioni Geografiche: “I formaggi DOP sono la spina dorsale dei prodotti di qualità dell’agroalimentare italiano, ma il futuro dell’intero settore è a rischio. il Nutri-Score è un sistema di etichettatura nutrizionale fuorviante, che va bloccato prima di allontanare ulteriormente il consumatore dai formaggi e da altri simboli della dieta mediterranea.”
Secondo il rapporto Ismea-Qualivita, quello dei formaggi DOP/IGP è un comparto strategico del Made in Italy alimentare, con 55 prodotti caseari a denominazione e quasi 26mila operatori, che generano un valore di 4,2 miliardi di euro alla produzione, pari al 57% del comparto Cibo DOP IGP. Un modello che rappresenta una tradizione millenaria che nessuno in Ue riesce ad uguagliare, una filiera che le decisioni di Bruxelles mettono a rischio… a 30 anni esatti dalla nascita delle DOP e IGP
Per il nutrizionista e gastroenterologo Luca Piretta: “La dieta è un comportamento complessivo che si tiene ogni giorno, tutti i giorni. Non è fatta solo di un cibo o di un colore verde che dà l’idea di poterne mangiare a volontà o di un colore rosso che fa apparire un determinato alimento come proibito.
Sono l’educazione e la consapevolezza nutrizionale a fare la differenza. Etichette a semaforo, oppure con lettere apposte come un voto scolastico, basate su quantitativi di riferimento (100 grammi) scollegati dalla dieta e dalla porzione consigliata, fa notare Piretta, sono ingannevoli rispetto alla reale natura del prodotto singolo, e alle quantità effettivamente consumate. Ad esempio, la quantità di formaggio aggiunta a una ricetta può essere molto variabile,a seconda del tipo di formaggio o della pietanza e quella di olio extravergine, da 10 a 20 grammi. Per altri prodotti, come pizza o patate o frutta e verdura, la porzione è solitamente superiore a 100 grammi.”