Asiago DOP: SOS di tante aziende che rischiano la chiusura. Preoccupazioni per uno dei simboli del Made in Italy
21 Febbraio 2022
Tanti di noi, come famiglie e aziende, hanno già compreso l’entità degli aumenti delle bollette di gas ed elettricità. E’ comprensibile,pertanto, rendersi conto di quanto rischio c sia per tante aziende del mondo agricolo. Ci sono marchi di prestigio dell’agro alimentare italiano, per i quali sono coinvolti tanti produttori, anche di piccole imprese, che forniscono la materia prima, di grandi firme del Made in Italy, che avvertono la drammatica percezione dell’avvicinarsi ad un punto di non ritorno.
Ad esempio, riferiamo quanto comunica Asiago DOP, che così sintetizza cosa sta accadendo: ” Nel 2021, rispetto al 2020, i costi per l’autoproduzione dei foraggi sono andati alle stelle come quelli dei cereali: il costo del mais è aumentato in media del 54,2% con punte anche del +102,5%; i semi di soia hanno toccato il +45,4%, arrivando anche al +78,7%. Costi che, nel 2022, hanno visto anche l’energia elettrica incrementare del 131% e il gas metano del 94% rispetto al 2021. Nel complesso, i costi per produrre un litro di latte sono aumentati di 10/12 centesimi, pari a circa il 27% del valore del latte stesso”.
E’ ben evidente, che il costo dell’energia è il colpo duro, che si sta abbattendo su una condizione, già precaria, che dura, ormai, da mesi, e il Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni, chiede alle istituzioni, di aiutare i produttori, che fino ad ora si sono esposti direttamente, ma che ora sono in gravi difficoltà: “È arrivato il momento che anche le istituzioni e le catene della Grande Distribuzione Organizzata affrontino il tema dell’inflazione con maggior senso di responsabilità.”
Nel concludere il messaggio di sensibilizzazione, il Presidente di Asiago DOP, in fondo, torna su argomenti che già ben conosciamo, ma che sono l’unico modo per rappresentare una situazione di tale gravità: “C’è il rischio di chiusura di di centinaia di allevamenti ed imprese, con la possibile scomparsa di un prodotto che fa parte della nostra tradizione e della nostra storia e con la conseguenza che verrebbe a mancare una presenza sul territorio di aziende, che tutelano territorio e ambiente. Inoltre, ha concluso il Presidente Rigoni:” Un allevatore che chiude rende più povero il carrello della spesa di tutti”.