Gennaio: Neve e Gelo sono conseguenza dei cambiamenti climatici?

10 Gennaio 2022 Off Di Redazione online

Oramai, parlare i cambiamento climatico è un “mantra”. Siamo a gennaio, è inverno, e neve e gelo sono la  normalità. Gli agricoltori sanno di dover fare i conti con la natura e anche con le imprevedibilità stagionali.
Tuttavia,che vi siano situazioni anomale e globali nessuno vuol metterlo i discussione.

Nel 2021, i raccolti hanno subito una contrazione del 25% per il riso e del 10 % per il grano,15% per la frutta e 9% per il vino;per il miele, si registra,invece, una contrazione, che viene quantificata come ( scrive Coldiretti ) ” l’addio ad un vasetto di miele Made in Italy su quattro”
La stima dei danni subiti dagli agricoltori è stimata,superiore ai 2 miliardi.

Quando si fanno queste analisi sul clima,si fanno anche paragoni con il passato.
In Italia, tra gli anni più caldi, a partire dal 1800 si concentra nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine anche il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2003.
Gli effetti sono stati incendi e riduzione dei ghiacciai,o l’innalzamento dei livelli del mare che secondo lo studio dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) farà crescere il livello del Mediterraneo di 20 centimetri entro il 2050 con punte di 82 centimetri nella zona della laguna di Venezia, con effetti devastanti per la città.

Coldiretti, a questo punto, vuole portare l’attenzione sul ruolo dell’agricoltura, che è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici,ma è anche il settore più impegnato per contrastarli:una nuova sfida per le imprese del settore che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.