UE e Zootecnia/ la strategia descritta non è realistica: un’occasione persa?

3 Agosto 2026 Off Di Redazione online

La riflessione proposta da Greenpeace Italia, Isde, Lipu, Slow Food Italia, Terra! e WWF Italia, è che si esiti ancora una volta ad avviare la necessaria transizione, per dare risposte alle crisi ambientali e sociali in atto, che stanno mostrando i loro effetti sempre più acuti in questi ultimi giorni, con temperature insopportabili e la crisi del mercato dei fertilizzanti”. Nel 2024, queste stesse associazioni presentarono   una proposta di legge sulla transizione degli allevamenti, proprio per dare la spinta necessaria in questo settore anche nel nostro Paese.

La Strategia continua infatti a privilegiare un approccio fondato sulla competitività e sull’innovazione tecnologica, senza riconoscere l’agroecologia come riferimento per la transizione dei sistemi zootecnici europei.

Nella relazione del Commissario Europeo all’Agricoltura e all’Alimentazione, c, secondo le Associazioni non ci sarebbe riferimento alla necessità di ridurre il numero di animali allevati nelle aree caratterizzate da un’elevata concentrazione di allevamenti intensivi, continuando a trattare il settore zootecnico come un insieme omogeneo, senza distinguere tra allevamenti industriali ad alta intensità di input e sistemi estensivi, pastorali e agro ecologici che forniscono servizi ecosistemici, mantengono il presidio del territorio e contribuiscono alla biodiversità.

Cambiamenti Climatici: La proposta di adottare nuove metodologie per contabilizzare le emissioni provenienti dagli animali d’allevamento, rischia di ridurre artificialmente il peso dell’impatto climatico delle emissioni di metano, senza garantire una reale diminuzione delle emissioni stesse.  La conseguenza è che  si scegliesse di continuare a non investire adeguatamente sulla riduzione delle stesse, ma anche a potenziali storture nel conteggio dei crediti di carbonio.

Semplificazione: Anche in questo caso, le Organizzazioni esprimono la preoccupazione che così come viene posta, alcune regole verranno indebolite: ad esempio quelle della direttiva sui nitrati, ma anche quelle sulla natura e sulle acque, e anche le norme in materia di autorizzazioni (per agevolare l’apertura di nuovi allevamenti intensivi o l’ampliamento di quelli esistenti) nonché le norme igieniche per la costruzione dei macelli.

Aspetti Positivi, ce ne sono? Ebbene, sì anche se sono considerati “timidi passi in avanti” e si riferiscono al
Piano sulle proteine, che prevede il rafforzamento delle filiere proteiche anche grazie al sostegno a sistemi zootecnici più efficienti e radicati a livello locale, che si avvalgono di mangimi e pascoli locali, attraverso i fondi della futura PAC.

Nella strategia del Commissario, è anche presente un riferimento, considerato però ancora troppo vago, alla promozione di diete più sane e diversificate attraverso gli appalti pubblici, l’etichettatura e le campagne di sensibilizzazione, senza fissare però obiettivi quantitativi né strumenti vincolanti.

Cristophe Hansen Commissario UE Agricoltura e Alimentazione

Bene, anche se minimi, i passi in avanti per il benessere animale, con le intenzioni di porre fine all’uccisione dei pulcini maschi e l’eliminazione graduale delle gabbie per il pollame oltre che il passaggio dalle gabbie ai sistemi a recinti per i suini.
Le misure annunciate rappresentano segnali positivi, ma rimangono limitate, rispetto all’assenza di una revisione complessiva del modello produttivo.

Conclusioni: Greenpeace Italia, Isde, Lipu, Slow Food Italia, Terra! e WWF Italia confidano ora sulle decisioni degli Stati Membri e per quanto riguarda l’Italia, in particolare, auspicano  l’avvio della discussione sulla Proposta di Legge per superare il sistema di allevamento intensivo, ancora ferma alla Camera, e adottare una visione agro ecologica, che deve essere una priorità per il nostro Paese.