Emidio Pepe: una luce che continuerà a brillare! Il sogno abruzzese del vino è realtà anche grazie a lui!
29 Luglio 2026
Emidio Pepe ci ha fisicamente lasciati, ma quanto è riuscito a realizzare nella sua esperienza di vita è un patrimonio per tutti gli abruzzesi, appassionati di vino, o che nel mondo del vino lavorano.
Si è spento il 28 luglio, all’età di 94 anni, ma continuerà ad essere un esempio e un riferimento, per tutti i vignaioli, soprattutto i giovani, che devono conoscere la storia di chi ha vinto tante sfide, anche ritenute impossibili, andando coraggiosamente controcorrente, un giorno, dopo l’altro, per far crescere il vino abruzzese, portandolo ai grandi livelli di oggi.
Ha contribuito a far evolvere il Montepulciano d’Abruzzo, facendolo diventare vino roso d’eccellenza, superando gli stereotipi del passato, che lo avevano relegato a mero ruolo di accompagnatore, facendolo diventare, invece, protagonista assoluto.
E che dire del suo impegno per la valorizzazione del Trebbiano d’Abruzzo, il bianco che per molti valeva poco o niente; ebbene, don Emidio Pepe ha saputo dare vigore a quel vitigno e trasformarlo in un vino delizioso e di gran livello.
La sua azienda fu creata nel 1964 e da allora è stata innovatrice e decisamente BIO, seguendo una filosofia alla quale ha mai rinunciato e che ha saputo trasmettere a chi proseguirà l’attività, con la stessa intensa passione.
Una storia che prosegue, grazie alle figlie, Sofia, Daniela, che da anni già rappresentano l’azienda, e Stefania che da qualche anno, invece, ha realizzato un proprio progetto.
Una grande azienda, nota in tutto il mondo, per la propria energia, entusiasmo, capacità, che proseguono nella terza generazione, già in grado di tenere ben saldo il testimone di nonno Emidio, come Chiara, che ha idee molto chiare su come dare continuità all’opera del grande nonno, in vigna e in cantina, ed Elisa che si occupa dell’agriturismo, che la famiglia Pepe nel frattempo ha realizzato.

Un affettuoso pensiero alle figlie di don Emidio Pepe, uomo con la classe dei grandi di un tempo, che resterà sempre nel cuore di chi lo ha conosciuto, apprezzato, amato.

Anche il Ministro Francesco Lollobrigida ha condiviso il proprio cordoglio, a nome del Governo e suo personale, ricordando la figura del grande imprenditore abruzzese:” La vita di Emidio Pepe ha dimostrato che non esistono vitigni secondar e con la sua passione e il suo lavoro ha saputo dare lustro a varietà tipiche dell’Abruzzo. I suoi vini, apprezzati in tutto il mondo, continueranno a portare alta la bandiera della viticoltura italiana. La scomparsa di una personalità così importante lascia grande tristezza, in questo vuoto dobbiamo essere però consci della responsabilità di raccogliere e tramandare una grande eredità. La sua famiglia e i collaboratori sapranno rendere onore al suo esempio e alla sua figura”
Dal Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo, il presidente Alessandro Nicodemi, così lo ricorda.
“Emidio è stato, prima di tutto, un uomo di straordinaria coerenza: Ha creduto nella sua terra, nelle sue vigne e nella sua idea di vino quando in pochi avrebbero scommesso sul Montepulciano d’Abruzzo e sul Trebbiano d’Abruzzo.
Non ha mai rincorso le mode, non ha mai cercato scorciatoie: ha seguito con determinazione una visione precisa, anche quando il successo tardava ad arrivare, dimostrando che la fedeltà ai propri valori può diventare la chiave di un successo riconosciuto in tutto il mondo.
La sua storia racconta come la forza di un’intuizione, sostenuta da una tenacia fuori dal comune, da una curiosità inesauribile e da una coerenza reale e non di facciata, possa cambiare il destino di un territorio.
Con il suo lavoro, ha contribuito in modo decisivo ad affermare il prestigio internazionale dei vini d’Abruzzo, aprendo una strada che oggi percorrono tante aziende della nostra regione. Mi piace ricordarlo, inoltre, con sincero affetto, in occasione di un suo compleanno, quando, con la sua famiglia accanto e nella sua proverbiale eleganza, danzava felice e leggero con la moglie Rosa: occasioni preziose nelle quali l’uomo, il padre ed il marito superavano anche il grande vignaiolo.
