Coldiretti – Documento ai Prefetti d’Italia, per la miglior tutela del Made in Italy: controlli e modifica del codice doganale!

12 Giugno 2026 Off Di Redazione online
Il Presidente Martinelli, a sinistra,e il Prefetto Carnevale

La mobilitazione di Coldiretti dello scorso 10 giugno 2026 ha interessato molte città importanti ed è stata utile per lanciare ancora una volta un messaggio accorato, a difesa dei cerealicoltori e olivicoltori, produttori olio extravergine d’oliva, sempre sotto attacco per speculazioni, troppe volte irregolari, che minacciano la loro competitività, anche a rischio della tenuta delle aziende.

In questo difficile momento, i costi elevati contribuiscono a rendere la situazione generale, molto difficile da affrontare ed è indispensabile che istituzioni fondamentali, come sono i Prefetti, siano al loro fianco, per assicurare controlli serrati, che possano scoraggiare malfattori, manipolatori, che sono capaci di trasformare in italiani alimenti che di nostrano e genuino hanno poco. Qual è il punto di fragilità, che consente questo? Procediamo per gradi.

Il nostro sistema di auto difesa, con Guardia di Finanza, Magistratura e ICQRF, organismo del Ministero dell’Agricoltura, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, rappresentano un grande baluardo contro le illegalità, ma evidentemente Coldiretti, e non solo, chiedono di più.

Seguendo il link, potrete seguire il servizio video, realizzato il 10 giugno 2026, in Piazza Italia di Pescara, davanti alla Prefettura, per un incontro con il Prefetto dr. Luigi Carnevale. COLDIRETTI MOBILITAZIONE.

Le Città della Mobilitazione: Roma, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Cosenza, Ancona, Perugia, Campobasso, Potenza, Pescara.

Sulla scalinata del Palazzo della Prefettura si sono alternati i presidenti e direttori provinciali, ma anche gli agricoltori, che hanno condiviso le loro preoccupazioni e difficoltà. Nelle dichiarazioni del Presidente Pietropaolo Martinelli e del Direttore Regionale, Marino Pilati, abbiamo compreso che si deve modificare il Codice Doganale, per far sì che prodotti di base, provenienti da atri stati, con una modesta lavorazione sul posto, possano avere i requisiti, per essere etichettati come italiani. Ai confini del Brennero, ogni anno Coldiretti si pone al fianco della GdF, proprio per mettere occhi e naso nei grandi container, che varcano il confine, scoprendo di tutto e di più.
Queste battaglie non cesseranno mai, perché più cresce l’interesse e il desiderio dell’eccellenza italiana, più cresce l’attività di chi non ha scrupoli a mettere sul mercato prodotti trattati come in Europa non è consentito, o adulterare e manipolare oli non regolari, per farli apparire tali.

IL DOCUMENTO

Dalla notta di Alessandra Fiore  –  Ufficio informazione e comunicazione di Coldiretti Abruzzo

“Non possiamo accettare che il grano venga pagato agli agricoltori cifre che non coprono nemmeno i costi di produzione mentre sugli scaffali pasta e pane continuano a mantenere prezzi elevati – afferma il presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli – Allo stesso modo è inaccettabile il crollo delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva che colpisce duramente le aziende olivicole regionali. Dietro queste dinamiche troppo spesso si nascondono speculazioni e operazioni poco trasparenti che danneggiano sia i produttori sia i consumatori. Chiediamo controlli più rigorosi sull’origine delle materie prime e l’applicazione del principio di reciprocità negli scambi commerciali”.
“La difesa del reddito agricolo passa attraverso la trasparenza della filiera – aggiunge il direttore di Coldiretti Abruzzo, Marino Pilati – Occorre rafforzare immediatamente le attività ispettive e utilizzare tutte le tecnologie oggi disponibili per garantire la tracciabilità dei prodotti, dalla risonanza magnetica alla mappatura isotopica. È necessario contrastare ogni forma di frode commerciale e impedire che prodotti esteri vengano spacciati per italiani. Difendere olio e grano significa difendere il lavoro degli agricoltori, la qualità delle produzioni e il diritto dei cittadini a conoscere ciò che portano in tavola”

INCONGRUENZA DI FILIERA

Gli agricoltori chiedono un’azione immediata rispetto ai tentativi di chi cerca di “strozzare” le aziende pagando al Sud il grano sotto trebbiatura 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa minimo 2 euro al chilo e il pane 3 euro. E, c’è chi paga i produttori italiani, al di sotto della soglia dei costi di produzione.

Olio EVO: Coldiretti informa che, nell’ultimo anno il prezzo del prodotto è crollato del 50%, mentre i costi a carico dei produttori nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro; sono dati del Centro Studi Divulga.
Come è possibile? I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno.

Sono cifre che fanno comprendere che i conti non tornano: com’è possibile? Coldiretti ritiene che c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori e nascondendosi anche dietro l’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che va cancellata per tutti gli alimenti. Insomma, viene messa sul mercato un massa di olio che non è certo di chiara origine italiana. Abbiamo già spiegato che secondo questo Codice Europeo, se l’ultimo segmento di lavorazione di materia prima straniera, avviene in Italia, possiamo affermare che il prodotto finale può acquisire la cittadinanza italiana.