Olio sequestrato: un colpo da tre milioni, sventato grazie a ICQRF – Guardia di Finanza – Tribunale di Lecce!
8 Giugno 2026
Pura utopia, pensare che certe cose non accadano più; anzi, più cresce la valorizzazione di un prodotto, più gli appetiti di alcuni crescono, con tentativi di frode che spesso hanno anche dimensioni notevoli. I controlli, meno male, producono buoni frutti!
Di questo caso, avrete forse già sentito parlare: “Nove indagati per frode, falso e commercio di olio non genuino, nell’ambito di traffici internazionali per circa 300.000 kg di prodotto di pessima qualità di provenienza estera, spacciato come di origine ‘UE”
E’ accaduto nel Salento, con indagini durate oltre un anno (dal 2023 al 2024), diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce e condotta da ICQRF e Guardia di Finanza. L’olio, una volta introdotto nel territorio nazionale, veniva fatto risultare di origine ‘UE’. Il valore dell’illecito è stimato in circa 3 milioni di euro, anche alla luce dell’andamento del mercato negli ultimi anni, caratterizzato da prezzi elevati, con effetti di concorrenza sleale a danno di produttori e commercianti onesti. Nel corso delle attività sono state sequestrate sostanze utilizzate per deodorare oli con difetti organolettici (oli lampanti) e per aromatizzarli, così da conferire loro caratteristiche tipiche degli oli extravergini.
Il Ministro Francesco Lollobrigida ha così commentato: “L’operazione conferma l’efficacia dell’azione di contrasto alle frodi agroalimentari e testimonia l’impegno della Cabina di Regia dell’agroalimentare nella tutela della qualità delle produzioni italiane e delle imprese che operano nel rispetto delle regole”.
La cronaca: in uno stabilimento oleario salentino sono stati trovati circa 90.000 kg di olio extravergine e vergine di oliva, di origine nazionale, “UE e non UE”. I campioni analizzati dal Laboratorio ICQRF di Catania sono risultati irregolari sia per le caratteristiche organolettiche sia per la difformità dei parametri di purezza previsti dalla normativa UE , in quanto sofisticati, con oli diversi da quelli di oliva.
Le indagini hanno inoltre ricostruito traffici internazionali di oli extravergini e vergini di oliva di pessima qualità, provenienti da Paesi terzi all’UE, tra cui Algeria e Albania, acquistati a prezzi inferiori rispetto a quelli nazionali, con il coinvolgimento di società in Spagna, Portogallo, Francia e Albania e l’emissione di fatture ritenute fittizie.