Tutto sull'Astronomia

News dalla rete

Scoperta la galassia più vicina alla nostra Via Lattea


Marco Bellazzini - (Fonte: I.N.A.F.)

Un’equipe internazionale di astrofisici, fra cui l’italiano Michele Bellazzini, scopre una nuova galassia nana, satellite della nostra, che è anche la più vicina fra quelle finora note.

La scoperta del nuovo oggetto celeste, quasi mimetizzato fra le stelle del disco della Via Lattea, confermerebbe la teoria per cui le galassie giganti, come la nostra, crescono nel tempo inglobando le loro vicine di piccola massa.

Nel prossimo numero della prestigiosa rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society un gruppo di ricercatori, italiani, francesi, inglesi e australiani pubblica un’importante comunicazione che corona il lavoro di almeno due anni culminato con la scoperta di una galassia nana, la più vicina a noi che si conosca finora. La galassia nana del Cane Maggiore, come è stata chiamata, starebbe per essere inglobata nella nostra Via Lattea. Il fenomeno è da tempo previsto dalla teoria e questa scoperta porterebbe una prova molto tangibile che anche la nostra Galassia, la Via Lattea, è una gigante che continua ad accrescersi cannibalizzandone altre di massa minore.

La scoperta è stata effettuata partendo dallo studio delle immagini di una survey effettuata rilevando la distribuzione della radiazione infrarossa in tutto il cielo (2 MASS 2 Micron All Sky Survey, Università del Massachusetts, JPL (Jet Propulsion Laboratory di NASA) e Istituto di Tecnologia di California- Caltech). I ricercatori hanno scoperto, con analisi accurate delle immagini, questa nuova galassia nana quasi “nascosta” fra la folla densa di stelle del disco della nostra galassia e di nubi di polvere interstellare.


Quella che in un primo tempo sembrava solo una concentrazione anomala di stelle molto rosse e luminose, situata nella direzione della costellazione del Cane Maggiore, una volta misurata la distanza delle sue componenti da noi si è rivelata essere in realtà una galassia nana estremamente vicina alla nostra, solo 25.000 anni luce. Questo valore la fa diventare un satellite, il più prossimo che si conosca finora, della nostra Via Lattea.

“La galassia nana del Cane Maggiore ha una massa di un miliardo di volte quella del Sole, cento volte meno della Via Lattea - spiega Michele Bellazzini, il ricercatore italiano dell’INAF che fa parte del gruppo di scopritori - Questa piccola galassia non resisterà ancora a lungo alla tremenda forza di gravità della Via Lattea che la comprime e la allunga separandone le stelle. Pensiamo che in qualche miliardo di anni essa verrà completamente inglobata nella nostra”


L’Europa rinuncia alla pole position nella ricerca di pianeti extrasolari abitabili?

Preoccupazione nell’ambiente astrofisico e industriale italiano per le possibili conseguenze delle prossime decisioni dell’Agenzia Spaziale Europea ESA sul futuro della missione di Eddington, satellite europeo per la ricerca di pianeti extrasolari abitabili


Forte preoccupazione per l’eventuale uscita dell’ESA dalla sfida internazionale, che vede Europa e Usa contendersi il primato, scientifico e tecnologico, nella scoperta dei primi pianeti abitabili al di fuori del nostro Sistema solare, è stata espressa in un breve ma accorato documento sottoscritto da tutti i ricercatori partecipanti al convegno “Alla

Una recente decisione del SAC, il comitato di consulenza scientifica dell’Agenzia Spaziale Europea ESA, propone infatti al management dell’Agenzia stessa di congelare o addirittura abbandonare il Progetto Eddington per la ricerca di pianeti extrasolari, considerato finora uno delle punte di diamante di ESA nella “sfida” con l’Agenzia statunitense NASA, che ha un suo progetto concorrente, Kepler, in fase di realizzazione.


Se la decisione finale di ESA, che verrà presa nei primi giorni di novembre, dovesse essere quella di abbandonare il Progetto Eddington, i ricercatori italiani interessati vedrebbero sfumare per l’Europa, e quindi non solo per il nostro Paese, la possibilità di mantenere una leadership duramente conquistata in questi ultimi dieci anni in questo particolare e affascinante campo di ricerca.


Per il nostro Paese, oltre all’interesse e ritorno scientifico, sfumerebbe anche la possibilità per la industria aerospaziale italiana di avere contratti per la realizzazione dello spacecraft di Eddington per un ammontare presunto di almeno 30 milioni di Euro.


L’appello dei ricercatori italiani affinché la missione Eddington prosegua sarà peraltro seguito, nei prossimi giorni, da una lettera aperta a ESA di moltissimi ricercatori europei interessati alla missione spaziale.


Eddington è un satellite il cui lancio è previsto per il 2008. La sua realizzazione vede il contributo di alcune centinaia di astronomi europei riuniti in un Consorzio di 41 istituti di 11 paesi della UE, oltre ovviamente ai partner industriali. L’obiettivo principale della missione sarà la ricerca di pianeti al di fuori del Sistema solare dove sia, almeno potenzialmente, possibile la vita. Eddington studierà, con la sua strumentazione e con un’accuratezza ottenibile solo dallo Spazio, anche la struttura interna delle stelle, con fondamentali implicazioni per la comprensione dell’origine ed evoluzione dell'Universo e delle leggi fisiche che lo governano.


L'Italia ha già avuto, in questo giovane e promettente campo di ricerca, un ruolo significativo, in particolare con la scoperta, nel 2002 grazie al Telescopio Nazionale italiano Galileo, sito a La Palma nelle Isole Canarie, di un pianeta extrasolare di massa relativamente piccola, ai limiti delle possibilità di osservazione da Terra.


Tempesta solare, lo spettacolo delle aurore
Pochi i danni: due satelliti in tilt, disturbi nelle comunicazioni
a onda corta. Nuova nube di particelle, problemi fino a sabato


MILANO - Pochi danni ma un grande spettacolo per la tempesta geo-magnetica che ha colpito la Tera negli ultimi giorni. Due satelliti giapponesi sono andati in tilt, gli aerei nell'emisfero nord hanno avuto problemi nelle comunicazioni ma soprattutto gli abitanti dell'Alaska e del Lontano Oriente hanno potuto godere di incredibili aurore boreali.

Nel Paese del Sol Levante, il satellite per le comunicazioni Kodama ha smesso di trasmettere dati mercoledì quando è stato investito dalla nube di particelle elettrizzate. Ma da domenica un altro satellite aveva già smesso di trasmettere segnali a terra: l'Adeos-2, uno dei più grandi satelliti per l'osservazione terrestre, ha fatto perdere i contatti sabato scorso.

DISTURBI IN ITALIA - Il Sole, giovedì, ha emesso una nuova nube di particelle cariche, e gli effetti si faranno sentire per buona parte della giornata di venerdì. Secondo Larry Combs, della National Oceanic and Atmosferic Administration (Noaa) statunitense, l’energia della nuova eruzione solare è paragonabile a quella già avvenuta, che ha provocato alcuni problemi soprattutto alle comunicazioni degli aerei in volo nell’emisfero nord. Sono state raccomandate nuovamente le procedure di sicurezza per i velivoli che seguono rotte attraversanti le latitudini a rischio. La tempesta magnetica ha fatto avvertire i suoi effetti anche in Italia: si sono verificati drastici disturbi nelle comunicazioni radio ad onda corta (Hf), utilizzati da strutture di radiodiffusione, dai naviganti, da strutture di difesa e di protezione civile, che hanno subito disturbi molto intensi nei collegamenti-radio, fino a interruzioni prolungate delle comunicazioni. Inconvenienti simili sono previsti previsti anche per venerdì e sabato.

 

 
 

Rubriche


Astronomia


Ufologia


Pianeta Terra

Osservatori

Oroscopo stellare

Convegni, Associazioni

     

  Link utili

Alenia Spazio

ASI

Astrobiology Inst.

ESA

ESO

NASA 

Nature

Science

Le Scienze

Sky&Telescope

Spacescience

STScI

The New Scientist


 

Iscriviti a BannerGratis.it - Lo scambio banner di Mr. Webmaster