Home Rubriche Sviluppo - Territorio Usa - Nuovi dazi all'orizzonte: i timori di Confagricoltura!

Usa - Nuovi dazi all'orizzonte: i timori di Confagricoltura!

 

Confagricoltura è molto preoccupata per nuovi dazi USA su EVO e Vino

Il Presidente Giansanti ritiene che si profilino nuovi rischi per il “Made in Italy” agroalimentare im USA. Inoltre,i dazi già in vigore sulle nostre esportazioni di formaggi, salumi ed agrumi nel contesto del contenzioso sugli aiuti pubblici al consorzio Airbus potrebbero raddoppiare: dal 25 al 50 per cento.

Non c’è molto tempo per reagire. Le consultazioni con gli operatori economici, promosse dall’amministrazione Usa, si concluderanno il 13 gennaio prossimo. A seguire, i nuovi dazi potrebbero scattare al massimo nel giro di un mese”.

“Siamo grati al governo per le iniziative già in corso a tutela delle nostre esportazioni - ha aggiunto Giansanti -. Analoghe iniziative sono state avviate anche da altri Stati membri. Continua, invece, a mancare una risposta dell’Unione europea”.

Confagricoltura rilancia la richiesta di un negoziato diretto con l’amministrazione Usa per negoziare un accordo che metta fine al contenzioso commerciale. Dopo le intese raggiunte con Giappone e Cina, è facile prevedere che sia destinata a salire la pressione degli Usa sull’export dell’Unione europea.

 

“All’Unione europea abbiamo anche espresso l’esigenza di accelerare la procedura, per mobilitare un’adeguata dotazione finanziaria straordinaria a supporto dei settori produttivi colpiti dai dazi Usa - ha dichiarato Giansanti -. A breve, saranno evidenti gli effetti negativi dei dazi già in vigore dall’ottobre scorso sulle nostre esportazioni destinate al mercato statunitense. In particolare, per Parmigiano Reggiano e Grana Padano si sono esaurite le scorte accumulate in precedenza dagli importatori Usa. Se necessario, si dovrà intervenire con la massima urgenza”.

 

Confagricoltura ricorda che nel 2018 le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani sul mercato Usa hanno superato i 4 miliardi di euro e che circa la metà del valore complessivo è assicurata dalle vendite di vini (1,5 miliardi) e olio d’oliva (400 milioni), che potrebbero essere sottoposte ai nuovi dazi allo studio a Washington.

 

 

 

 

 

 
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