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Le previsioni sull'esito
del vertice sono pessimistiche.
Apre i battenti
la Sesta Conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del Commercio
a Hong Kong. Occhi puntati dunque dal 13 al 18 dicembre su un evento
di importanza planetaria che riguarda, più o meno direttamente,
i destini degli abitanti del Nord e del Sud del Pianeta.
La Conferenza ministeriale, il più importante organo decisionale
all'interno del Wto, viene convocata ogni due anni e da essa scaturisce
l'orientamento politico dell'intera Organizzazione. Il suo obiettivo
principale naturalmente sarà quello di evitare un fallimento
negoziale e di far marciare verso l'accordo finale il Programma di Doha
per lo sviluppo a fine 2006.
Il nuovo ciclo di negoziati prevede tra l'altro l'impegno della Ue per
la progressiva riduzione dei sussidi all'agricoltura e un accordo che
consenta, in deroga al regime dei brevetti, l'importazione da parte
dei Paesi poveri dei farmaci salvavita a basso costo
Il Programma di Doha è stato lanciato nel corso della 4°
Conferenza ministeriale nel novembre 2001 e attivava le negoziazioni
su una serie di tematiche essenziali per realizzare gli accordi raggiunti
nel corso dei precedenti cicli negoziali ( il famoso Uruguay Round del
1986-1994 ). Doha ha inoltre accompagnato l'ingresso nel Wto della Cina,
un percorso irto di ostacoli durato 15 anni. Soltanto la Russia, tra
i grandi della terra, resta ormai fuori da questo consesso internazionale.
Difficile la realizzazione del Programma di Doha che è passato
attraverso il fallimento della Quinta Conferenza ministeriale a Cancun,
conclusasi con i veti incrociati tra Nord e Sud in materia di agricoltura.
Cancun segna però di prepotenza l'ingresso sulla scena internazionale
di alcuni gruppi di Paesi in via di sviluppo o di nuovo sviluppo, il
cosiddetto G20, guidato dal Brasile, il vero protagonista di questa
avanzata dei paesi più poveri.
Dopo Cancun una reale ripresa delle trattative si è avuta nel
gennaio 2004 nella sede del Wto a Ginevra, protagonista il rappresentante
Usa al Commercio Robert Zoellick, fino all'ultimo tentativo di rilancio
tentato dal nuovo direttore generale del Wto, Pascal Lamy, che proponeva
, come obiettivo da raggiungere a Hong Kong, l'approvazione dei due-terzi
dell'agenda. Nessuna convergenza, nessun passo avanti decisivo verso
una conclusione positiva del vertice Wto.
Il sottosegretario alle politiche agricole e forestali, Paolo Scarpa
Bonazza, che rappresenterà il Mipaf alla Conferenza, ha dichiarato
che il negoziato si presenta "complesso e interlocutorio.Tutto
lascia pensare che non sarà una riunione conclusiva ma solo una
tappa intermedia verso la conclusione del Doha Round nel prossimo anno".
Riguardo alla posizione italiana Scarpa ha precisato che si dovrà
verificare con grande attenzione che "l'avanzamento del negoziato
non vada oltre i limiti del mandato del Consiglio alla Commissione,
a garanzia della riforma della Pac decisa nel 2003 e che vengano fatti
sostanziali passi in avanti in materia di riconoscimento e tutela delle
indicazioni geografiche".
La ribalta di Hong Kong si è aperta con la conferenza stampa
di Peter Mandelson, commissario Ue al Commercio e capo negoziatore per
l'Unione europea, che ha inaugurato l'Assemblea parlamentare, che si
svolge collateralmente alle attività del Wto. Il 13 dicembre
invece iniziano i lavori veri e propri dell'Assemblea dei ministri dei
149 Paesi membri, il centro strategico delle decisioni che vedranno
così un duro confronto tra i grandi attori del Commercio mondiale,
Usa e Ue in testa, e la grande multiforme schiera dei cosiddetti paesi
in via di sviluppo, con delle evidenti e importanti differenziazioni
al proprio interno.
L'Unione europea ha proposto di tagliare dal 35 fino al 60% i dazi doganali
sulle importazioni dei prodotti agricoli, tagli fino al 70% alle sovvenzioni
agricole che potrebbero introdurre distorsioni a livello mondiale. Lo
stesso Mandelson ha già dichiarato che la Ue non intende fare
nuove proposte sulle tariffe agricole. |