14-12-2005

Sesta Conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio, un evento di estrema importanza per le sorti del commercio mondiale (13-18 dicembre)
di Maria Rosito tratto da agricolturaitalianaonline

Le previsioni sull'esito del vertice sono pessimistiche.

Apre i battenti la Sesta Conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del Commercio a Hong Kong. Occhi puntati dunque dal 13 al 18 dicembre su un evento di importanza planetaria che riguarda, più o meno direttamente, i destini degli abitanti del Nord e del Sud del Pianeta.
La Conferenza ministeriale, il più importante organo decisionale all'interno del Wto, viene convocata ogni due anni e da essa scaturisce l'orientamento politico dell'intera Organizzazione. Il suo obiettivo principale naturalmente sarà quello di evitare un fallimento negoziale e di far marciare verso l'accordo finale il Programma di Doha per lo sviluppo a fine 2006.
Il nuovo ciclo di negoziati prevede tra l'altro l'impegno della Ue per la progressiva riduzione dei sussidi all'agricoltura e un accordo che consenta, in deroga al regime dei brevetti, l'importazione da parte dei Paesi poveri dei farmaci salvavita a basso costo
Il Programma di Doha è stato lanciato nel corso della 4° Conferenza ministeriale nel novembre 2001 e attivava le negoziazioni su una serie di tematiche essenziali per realizzare gli accordi raggiunti nel corso dei precedenti cicli negoziali ( il famoso Uruguay Round del 1986-1994 ). Doha ha inoltre accompagnato l'ingresso nel Wto della Cina, un percorso irto di ostacoli durato 15 anni. Soltanto la Russia, tra i grandi della terra, resta ormai fuori da questo consesso internazionale.
Difficile la realizzazione del Programma di Doha che è passato attraverso il fallimento della Quinta Conferenza ministeriale a Cancun, conclusasi con i veti incrociati tra Nord e Sud in materia di agricoltura. Cancun segna però di prepotenza l'ingresso sulla scena internazionale di alcuni gruppi di Paesi in via di sviluppo o di nuovo sviluppo, il cosiddetto G20, guidato dal Brasile, il vero protagonista di questa avanzata dei paesi più poveri.
Dopo Cancun una reale ripresa delle trattative si è avuta nel gennaio 2004 nella sede del Wto a Ginevra, protagonista il rappresentante Usa al Commercio Robert Zoellick, fino all'ultimo tentativo di rilancio tentato dal nuovo direttore generale del Wto, Pascal Lamy, che proponeva , come obiettivo da raggiungere a Hong Kong, l'approvazione dei due-terzi dell'agenda. Nessuna convergenza, nessun passo avanti decisivo verso una conclusione positiva del vertice Wto.
Il sottosegretario alle politiche agricole e forestali, Paolo Scarpa Bonazza, che rappresenterà il Mipaf alla Conferenza, ha dichiarato che il negoziato si presenta "complesso e interlocutorio.Tutto lascia pensare che non sarà una riunione conclusiva ma solo una tappa intermedia verso la conclusione del Doha Round nel prossimo anno". Riguardo alla posizione italiana Scarpa ha precisato che si dovrà verificare con grande attenzione che "l'avanzamento del negoziato non vada oltre i limiti del mandato del Consiglio alla Commissione, a garanzia della riforma della Pac decisa nel 2003 e che vengano fatti sostanziali passi in avanti in materia di riconoscimento e tutela delle indicazioni geografiche".
La ribalta di Hong Kong si è aperta con la conferenza stampa di Peter Mandelson, commissario Ue al Commercio e capo negoziatore per l'Unione europea, che ha inaugurato l'Assemblea parlamentare, che si svolge collateralmente alle attività del Wto. Il 13 dicembre invece iniziano i lavori veri e propri dell'Assemblea dei ministri dei 149 Paesi membri, il centro strategico delle decisioni che vedranno così un duro confronto tra i grandi attori del Commercio mondiale, Usa e Ue in testa, e la grande multiforme schiera dei cosiddetti paesi in via di sviluppo, con delle evidenti e importanti differenziazioni al proprio interno.
L'Unione europea ha proposto di tagliare dal 35 fino al 60% i dazi doganali sulle importazioni dei prodotti agricoli, tagli fino al 70% alle sovvenzioni agricole che potrebbero introdurre distorsioni a livello mondiale. Lo stesso Mandelson ha già dichiarato che la Ue non intende fare nuove proposte sulle tariffe agricole.